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L’Uisp vuole costruire un’altra piscina

L’Uisp vuole costruire un’altra piscina

L’area scelta è quello degli impianti sportivi di Fontevivo tra San Miniato Basso e La Scala

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SAN MINIATO. Anche la città della Rocca potrebbe avere la sua piscina. Questo l'annuncio a sorpresa che il sindaco Vittorio Gabbanini ha fatto giorni fa, senza dare ulteriori dettagli, in occasione delle comunicazioni sullo stato dell'arte circa gli attesi lavori per il campo sportivo di Leporaia a Ponte a Egola.

Il progetto non c'è, come mancano una precisa linea di finanziamento ed una previsione del piano triennale delle opere pubbliche, anche se a detta del primo cittadino «un'associazione del territorio ha manifestato la volontà di sostenere il progetto, realizzandolo interamente a proprie spese».

Ipotesi che «l'amministrazione valuterà, perché è un'ottima opportunità per la nostra comunità». Il sito sarebbe quello degli impianti sportivi di Fontevivo, a conferma di una voce che da tempo circola nel comune, a rispolverare il vecchio progetto di una Cittadella dello Sport proprio nell’area tra San Miniato Basso e La Scala.

Sempre volendo dare adito alle indiscrezioni, si starebbe parlando di un progetto da 2 milioni di euro ancora nella primissima fase di ideazione, nato dall'iniziativa della Uisp Zona Cuoio.

L'associazione infatti avrebbe cominciato una riflessione su questo progetto ad inizio anno, a seguito di tutti i fatti e le polemiche seguite alla perdita della gestione della piscina comunale di Castelfranco Di Sotto.

Una "guerra delle piscine" che ha visto la Uisp, con l'estate alle porte, correre ai ripari anche attraverso la stipula di un accordo per la gestione della piscina e del bar a Le Barbate, a Capanne di Montopoli, la cui apertura è prevista nelle prossime settimane, entro la metà del mese di giugno.

Apertura, anche questa, che non ha mancato di creare qualche scompiglio a Castelfranco, dove i lavori di riapertura della struttura, per i prossimi due anni in gestione ad un associazione temporanea d'imprese composta da soggetti milanesi, romani, ternani e dallo Csen di Pisa, hanno subito qualche ritardo dopo uno stop di oltre due mesi, con tutte le problematiche annesse e connesse alla perdita di clientela legata ai corsi di nuoto.

Una lotta a chi apre per primo, in pratica, nella quale la Uisp si è invischiata anche sul fronte del recupero delle attrezzature. Parallelamente però, come avvenuto negli anni 2000 proprio per Castelfranco, struttura comunale la cui costruzione fu promossa fin dall’inizio dalla Uisp, sarebbe nata l'idea di buttarsi in un nuovo progetto in terra sanminiatese. Sarebbe forse l'ultimo tassello, la ciliegina sulla torta, per completare una zona che oggi già ospita l'impianto di atletica ed il palazzetto dello sport, a pochi passi dalle strutture private del golf e del tennis.

Niente di più si sa, tuttavia, neppure in merito a chi si accollerebbe effettivamente le spese ed il prevedibile mutuo, anche se all'interesse della Uisp locale vi sarebbe inevitabilmente anche quello di livello regionale, che per adesso non si scompone in anticipazioni, salvo ribadire, con il suo presidente Matteo Franconi che «quando si parla di impianti sportivi l'interesse da parte di Uisp c'è sempre, come quando si parla di strutture che possono permettere attività a basso costo e sostenibilità di gestione».

«Prestereno attenzione a queste opportunità del territorio», conclude Franconi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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