Il dolore
Due imprenditori a giudizio per bancarotta fraudolenta
Sono accusati di avere distratto merce di una conceria per oltre 380mila euro Il processo è stato rinviato a dicembre. Le indagini dopo la crisi della società
SANTA CROCE. Due imprenditori di Chioggia e Pontedera sono finiti a giudizio, in tribunale a Pisa, per il reato di bancarotta fraudolenta con distrazione di oltre 380mila euro, sottratti alla disponibilità della società andata in crisi.
I due, che sono difesi dall’avvocato Maria Concetta Gugliotta di Pisa, sono stati per periodi diversi amministratore unico e di fatto di un’azienda, la Conceria Spring, che aveva sede a Santa Croce sull’Arno, poi dichiarata fallita dal tribunale di Pisa con sentenza del 30 gennaio 2007.
Durante l’attività della conceria, secondo le indagini che sono state svolte dalla Procura della Repubblica di Pisa, i due sono accusati di avere distratto dal patrimonio della società merci del valore di circa 387mila euro che risultavano dal bilancio della società al 31 dicembre 2005 e che non sono state trovate quando è stato aperto l’inventario fallimentare, nonché l’avviamento consistente nel pacchetto dei clienti con maggiore fatturato e nella manodopera che sono stati trasferiti in maniera provvisoria, solo per un mese, ad un’altra società e con un ulteriore passaggio ad un’altra conceria di cui amministratore di fatto era lo stesso imprenditore di 66 anni, residente a Pontedera.
Secondo quanto è stato accertato, nelle indagini che sono iniziate dopo il fallimento della conceria e che sono state portate avanti dalla guardia di finanza i due imputati avrebbero anche tenuto la contabilità della società poi fallita in una maniera tale da rendere impossibile la ricostruzione del movimento e del patrimonio oltre che del volume di affari.
I due avrebbero omesso di tenere la contabilità a partire dal giugno 2006, cioè avrebbero cominciato a rendere più incomprensibile ricostruire i vari movimenti con alcuni mesi di anticipo rispetto a quando poi i libri contabili sono stati portati in tribunale.
Reati che vengono contestati ai due con l’aggravante di avere commesso più fatti di bancarotta.
Ieri mattina in tribunale a Pisa il processo davanti al primo collegio penale, presieduto da Pietro Murano (giudici a latere Mirani e Poggi) ha avuto inizio ed è stato sentito un testimone dell’accusa, uno dei finanzieri che aveva effettuato il controllo contabile della società una volta che era stata dichiarata fallita. Dalle indagini erano stata segnalata la mancanza di merci che invece nelle ultime scritture contabili risultavano di proprietà della conceria.
Il processo è stato aggiornato al 5 dicembre prossimo.©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
