Gioco
Crolla il tetto dell’ex deposito vicino al Duomo
Il sindaco: «C’è un problema di sicurezza Ordineremo ai proprietari di intervenire»
PONTEDERA. Contare quante volte sono stati annunciati i lavori di sistemazione del vecchio deposito di legname, ferro e cemento, ormai abbandonato da molti anni, dietro al Duomo di Pontedera potrebbe non essere semplice.
Lo strumento urbanistico adottato dal Comune prevede che quest’area possa essere trasformata da laboratorio a case e negozi. Idee tante, ma probabilmente le risorse e gli interessi per realizzarle mancano.
Ora però si registra una novità che potrebbe costringere gli interlocutori, la proprietà ma anche il Comune, a cambiare una volta per tutte i connotati ad un’area diventata tristemente nota per il degrado e l’abbandono. E pensare che siamo in città, a due passi dal muro di Enrico Baj, e non si riesce a mettere ad un tavolo tecnico i proprietari che dovrebbero risolvere il problema di un immobile dismesso che giace nel pieno degrado.
La novità costringerà, dicevamo, ad una nuova riflessione sull’area. Il tetto del capannone, dopo che era già crollato quello in eternit, è venuto giù per un’ampia porzione trascinando anche parti dei cornicioni esterni. I cittadini, dopo avere sentito il rumore del crollo, probabilmente avvenuto in conseguenza delle forti piogge, hanno chiesto l’intervento dei vigili del fuoco. Tutta l’area perimetrale che confina con la piazza dietro al Duomo è stata delimitata con le transenne e chiusa al traffico. Per fortuna non ci sono stati danni alle auto in sosta.
Ma la situazione non può che preoccupare e i vigili del fuoco già domenica hanno informato l’amministrazione comunale che dietro al Duomo si è creato un problema di sicurezza. L’amministrazione sta predisponendo un’ordinanza - anche in questo caso si tratta dell’ennesimo atto del genere - per chiedere alla proprietà, la famiglia Leoncini, di mettere in sicurezza l’area. È quanto dice il sindaco Simone Millozzi.
C’è un primo aspetto che riguarda la viabilità ed è immediato. I posti auto che non possono essere utilizzati, tra l’altro, sono a pagamento e di conseguenza il mancato utilizzo crea anche un danno alla società che gestisce i parcheggi a pagamento e di conseguenza al Comune essendo questa una società partecipata. In seconda istanza a questo punto gli uffici tecnici del Comune potrebbero chiedere alla proprietà di predisporre una perizia per valutare lo stato complessivo di rischio per ulteriori cedimenti di altre parti del tetto che sono pericolanti.
Già nel 2010 il sindaco Millozzi, rispondendo alle richieste dei cittadini che abitano al confine con l’edificio, li aveva rassicurati.
«Abbiamo visto i progetti – aveva detto al nostro giornale il primo cittadino – siamo nella fase del rilascio delle concessioni. Il primo intervento sarà proprio quello che riguarda la parte che è franata (riguardava la tettoia in eternit). Aspettiamo che il cantiere parta nei prossimi mesi». Il progetto è piaciuto all'amministrazione: «Oltre ad appartamenti e uffici - spiegava Millozzi - ci saranno anche negozi e una piazzetta che permetterà di valorizzare il duomo».
Le parole spese dal privato con l’amministrazione non hanno avuto alcuna conseguenza pratica: il recupero non parte.
I cittadini chiedono al Comune di procedere in maniera spedita. Di fare il provvedimento per la messa in sicurezza della viabilità, ma anche di ordinare un intervento immediato. Inoltre invitano il Comune a provvedere ai lavori che poi potrà far pagare direttamente alla proprietà se questa continua ad essere inottemperante a qualsiasi richiesta. Troppe ordinanze sono state ignorate nel corso degli anni.
«Noi la nostra parte l’abbiamo fatta – conclude il sindaco – ma ogni richiesta viene ignorata e non abbiamo molti strumenti di intervento».
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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