Sicurezza
Sagre, decalogo anti-furbetti
Lo propone Confcommercio sulla scia di quello di Arezzo. Pieragnoli: «Stop alla concorrenza sleale»
PISA. Confcommercio Pisa ribadisce il proprio no «all'offerta parallela e alla concorrenza sleale di pseudo-sagre, feste paesane e di partito che inquinano il mercato della ristorazione ed eludono il rispetto delle normative in materia di fisco, lavoro, igiene e sicurezza». Ad invitare i sindaci di Pisa e della provincia a stilare un regolamento sulle orme di quanto dal Comune di Arezzo è il direttore di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli: «La Toscana e la provincia di Pisa in particolare sono un terreno fertile per sagre e feste di ogni tipo, che in totale superano i 110 milioni di euro di fatturato e danneggiano i pubblici esercizi regolari addirittura per un quarto dei loro fatturati. Una questione di sopravvivenza o meno, in tempi di crisi come quelli attuali. Per questo, bene ha fatto il Comune di Arezzo a stilare un regolamento serio, capace di valorizzare le autentiche sagre e far cadere la scure su quelli che intendono fare i furbi eludendo fisco e normative vigenti». Pieragnoli invita i sindaci pisani a redigere un calendario annuale delle sagre, e sintetitizza in un decalogo i punti fondamentali per una modifica dei regolamenti comunali. Eccolo il decalogo.
1. L'attività di somministrazione dovrà fare riferimento alle caratteristiche di tipicità, riferendosi a prodotti inseriti nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali della Toscana, a quelli classificati come Dop, Igp, Doc, Docg, Igt della Toscana, o comunque a prodotti provenienti da filiera corta. 2. La somministrazione dovrà essere strettamente limitata all'offerta di pietanze legate al prodotto tipico caratterizzante la sagra. 3. Per ciascuna pietanza, dovrà essere indicato, il luogo di provenienza dei prodotti utilizzati e l'eventuale utilizzo di ingredienti surgelati o congelati e il rispetto delle normative relative alla tracciabilità delle materie prime. 4. Visto che le sagre devono avere come scopo la promozione del prodotto tipico o delle tradizioni del luogo, i fondi raccolti dovranno essere destinati esclusivamente alle attività istituzionali dei soggetti promotori o alla beneficenza. 5. Il soggetto organizzatore è obbligato a redigere il bilancio preventivo e consuntivo dell'attività riferita alla sagra, redatto da un commercialista o un revisore contabile. 6. Gli scopi e gli obiettivi a cui sono destinati i proventi della sagra dovranno essere resi pubblici. 7. L'area di somministrazione non può essere superiore al 50% della superificie complessiva a disposizione dell'area interessata dalla manifestazione. 8. Per le strutture temporanee allestite dovranno essere forniti i certificati di omologazione (materiali, montaggio, collaudo, impianti elettrici, documenti sulla sicurezza). 9. Ogni soggetto potrà effettuare una sola sagra per anno solare e nel medesimo luogo potrà essere organizzata una sola sagra per anno. 10. Ogni Comune, di concerto con le associazioni di categoria, stabilisce un numero massimo di giorni sagra l'anno e un numero massimo di sagre da inserire nel calendario annuale.
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