Finanza
Piove alle elementari a San Frediano, è protesta
I genitori sollecitano pubblicamente il Comune a mettere in cantiere gli interventi necessari per la manutenzione del vecchio edificio
SAB FREDIANO A SETTIMO. I genitori dei bambini che frequentano la scuola elementare di San Frediano a Settimo chiedono al Comune di intervenire al più presto con lavori di manutenzione dell’edificio scolastico. Le crepe al soffitto e i buchi nel muro delle aule e dei corridoi non passano inosservati. Incontri e riunioni finora non hanno avuto l’esito sperato e c’è chi teme per la sicurezza dei bambini. Il 7 maggio scorso, durante un incontro con la preside e i genitori, il Comune ha fatto intervenire un rappresentante del servizio di prevenzione e protezione, il quale, come raccontano i rappresentanti dei genitori, ha constatato «la crepa nel muro e lo stato del controsoffitto nella classe a piano primo 5C. Disse che era tutto a posto, ma giorni dopo con le piogge il controsoffitto lasciava filtrare acqua nella classe. Noi abbiamo ipotizzato (visto che all'interno del consiglio ci siamo anche due tecnici edili), di fare un sopralluogo con cestello aereo per stilare un elenco esaustivo di tutte le carenze che avrebbero riscontrato», dice Nico Lugli. Poi gli operai del Comune hanno effettuato sopralluogo con cestello e hanno controllato la situazione del tetto in corrispondenza «della classe 5C, dove vi sono fenomeni di stillicidio visibili dal controsoffitto che quando piove filtra acqua copiosamente, ed hanno riferito che il lavoro da fare è "grosso" ma che non sanno quando si potrà fare per mancanza di soldi nelle casse comunali». Senza soldi a disposizione continuerà a piovere in classe.
La responsabile della struttura di San Frediano ha poi chiesto se potevano controllare lo stato di manutenzione delle canale delle grondaie sul lato di via IV Novembre dove fuoriesce acqua durante le piogge. Senza soldi, niente lavori: è stata la risposta.
«Noi rappresentanti dei genitori ci siamo riuniti poiché a questo punto dovremmo mandare i nostri figli a scuola forniti di ombrelli ed elmetti visto che il controsoffitto intriso di acqua potrebbe crollare loro addosso, con conseguenze che non osiamo immaginare», spiegano ancora alcuni genitori. Le famiglie hanno prima cercato di percorrere l'iter delle richieste come da protocollo ma poi si sono scoraggiate.
Già in passato hanno chiesto incontri al sindaco senza ottenere risposte. «Il venerdì Santo di Pasqua, nel primo pomeriggio mi sono recato nell'ufficio del sindaco dopo aver preso regolare appuntamento, per poter elencare le priorità di cui la struttura necessita. Risultato? Il sindaco era assente ed è apparso dopo quaranta minuti, ho parlato con una assistente la quale ha preso appunti dicendo che avrebbe esposto il tutto al sindaco tramite una lettera, ma ad oggi non sono riuscito a sapere nulla da nessuno», continua il genitore.
Le famiglie dei piccoli alunni vogliono denunciare sia lo stato di abbandono in cui si trova la struttura, sia il comportamento dell'amministrazione nei confronti del personale docente e dirigente. «Le segnalazioni di questi ultimi vengono ignorate».
Nico Lugli evidenzia anche il fatto che Cascina è stata definita "La città dei bambini e degli adolescenti", come peraltro pubblicizzato nell'isola alla rotonda di Titignano. «Visto cosa succede non mi sembra che sia così, se si ignorano le segnalazioni fondate su fatti reali in questo modo».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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