Il Tirreno

Pontedera

Sesso e droga, smontata la perizia della difesa

Sesso e droga, smontata la perizia della difesa

Ripreso il processo ai 2 ragazzi accusati di aver avuto rapporti con una coetanea sotto effetto del Ghb. Chiesti i termini per preparare un contro esame

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PONTEDERA. Non è riscontrabile la presenza di Ghb, la cosiddetta droga dello stupro, nelle bottigliette di Schweppes che si trovano comunemente in commercio, contrariamente a quanto sostiene la consulente della difesa dei due imputati al processo per la violenza sessuale avvenuto in villa, a Santa Maria a Monte, due estati fa. L’esame sul capello per confermare l’assunzione di Ghb non è da ritenere attendibile se effettuato dopo tre o quattro mesi. I sintomi accusati dalla vittima della violenza sessuale avvenuta in un villa a Santa Maria a Monte possono essere stati causati dalla doppia assunzione di Ghb e sostanze alcoliche e poi amplificati da una congestione intervenuta la sera stessa in cui una ventenne di Pontedera ha avuto rapporti sessuali con due coetanei senza che lei avesse la lucidità e la consapevolezza di decidere libera da eventuali condizionamenti di droga e alcol. Nell’udienza di ieri, al processo per fare luce sulla violenza sessuale aggravata dalla cessione di sostanze stupefacenti, di cui sono accusati due ventenni di Pontedera, Edoardo Nieri e Mattia Rizza, è come se la pellicola di questa brutta storia, che incide sulla vita di tutti i protagonisti, fosse stata riavvolta ai giorni in cui il quadro indiziario prospettato dall’accusa aveva tenuto in carcere per molti mesi i due imputati, ora in libertà. La consulenza della professoressa Elisabetta Bertol, docente di tossicologia forense all'Università di Firenze aveva lasciato intravedere nuove possibilità di lettura della serata finita in maniera drammatica: la giovane, che era con un’amica, si era sentita male e dopo alcune ore era stata accompagnata al pronto soccorso del Lotti dove era emersa l’ipotesi che avesse assunto, a sua insaputa, il Ghb aggiunto alle bibite che i ragazzi avevano bevuto quella sera insieme alla Vodka. Le relazioni consegnate dai tre periti, nominati dal primo collegio penale presieduto dal giudice Pietro Murano incaricati da dare risposte a una serie di quesiti a cominciare dalle bottigliette sequestrate nella villa, per verificare o meno la presenza del Ghb, sono in contrasto con quanto dichiarato dalla dottoressa Bertol e in linea con il consulente del pubblico ministero, Mario Giusiani. Il professor Gaetano Buonocore, specialista in medicina legale, la professoressa Renata Borriello, docente di tossicologia forense, e al professor Giovanni Gallotta hanno riferito sull’esito dei loro accertamenti confermando la «correttezza dei criteri seguiti dal consulente del pubblico ministero» il quale aveva concluso che nelle bottigliette sequestrate alla villa è presente il Ghb anche se non è possibile stabilirne la concentrazione. «Le analisi sulle Schweppes in commercio sono state tutte negative. Il Ghb non c’è». Messa in dubbio anche l’attendibilità dello studio del capello a cui si sono sottoposti i due imputati. Esame che si è concluso con esito negativo. «Non dà certezze l’esame fatto a mesi di distanza dall’assunzione del Ghb». I difensori degli imputati hanno chiesto i termini a difesa per studiare la perizia e prepararsi al contro esame insieme ai consulenti. Il lavoro peritale si è svolto, stando a quanto è emerso, senza la necessaria presenza dei consulenti della difesa, intervenuti ad accertamenti iniziati. E quando c’è stato il confronto «il consulente della difesa si è presentato con calcoli errati, sosteneva di avere trovato Ghb anche nell’acqua. Si stava portando dietro un errore analitico», ha riferito Borriello.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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