Il dolore
Misteriosa eredità per il Guarnacci
Un signore ha lasciato una collezione di monete antiche al museo volterrano: sono depositate a Milano
VOLTERRA. Il mistero delle monete antiche. Potrebbe intitolarsi così l'ennesimo capitolo della fantastica storia di Volterra e delle sue meraviglie proprio nel giorno in cui viene riaperto l'anfiteatro romano scoperto da un anno e dell'avvio del weekend dedicato alla rassegna Mistery and Fantasy. Questa nuova appendice però lascerà tutti col fiato sospeso, almeno fino a quando un rappresentante del Comune, uno del museo Guarnacci e un altro del ministero dei beni e delle attività culturali saliranno al Nord per incontrarsi con un notaio, nominato dall'amministrazione di Palazzo dei Priori, per aprire una cassetta di sicurezza della filiale di via Verdi a Milano di Banca Intesa. A quel punto il mistero delle monete antiche donate da un signore ligure al museo volterrano sarà svelato.
Il 22 gennaio scorso all'ufficio protocollo del Comune di Volterra è arrivata una lettera del notaio Alberto Cecchini di Chiavari in cui si annunciava il lascito testamentario di una collezione di monete antiche da parte di Vittorio Bussi, residente proprio a Chiavari, ma morto poco prima all'ospedale di Sestri Levante per cause naturali. Il notaio Cecchini non ha saputo fornire indicazioni né sul suo assistito, né sul valore e il tipo di monete donate. «Solo aprendo la cassetta di sicurezza sapremo di cosa si tratta - dice il direttore del museo, Fabrizio Burchianti - e a questo punto la curiosità è enorme, perché potrebbe essere una donazione che semplicemente aumenta il numero già elevato delle 4mila monete antiche che già custodiamo o arricchire la nostra collezione, nel caso in cui si trattassere di reperti di grande valore».
La data della spedizione a Milano non c'è ancora. Il Comune dovrà nominare un notaio di fiducia; solo se opera su Milano può aprire e registrare il lascito testamentario. Ma la curiosità cresce, proprio per il mistero che avvolge la storia. «Siamo molto curiosi - dice ancora il direttore che è sindaco di Casale Marittimo - ma anche orgogliosi che il Guarnacci sia nei pensieri dei collezionisti di cose antiche. Il signor Bussi non è il primo che compie un gesto simile. Probabilmente è stato in visita da noi in passato e gli siamo rimasti nel cuore. Difficile dirlo, perché non siamo riusciti a rintracciare nessun parente del defunto».
Andreas Quirici
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