Il dolore
Fim, sorpasso in Piaggio ora ha più voti della Fiom
Risultato storico nel rinnovo della Rsu, pesano le scelte degli impiegati Avranno 10 delegati a testa. La Cgil: «Restiamo il primo sindacato tra gli operai»
PONTEDERA. E così le urne per il rinnovo della Rappresentanza sindacale unitaria (Rsu) della Piaggio hanno regalato un risultato storico, il sorpasso della Fim Cisl ai danni della Fiom Cgil. Certo, come dicono in un comunicato i segretari regionale e provinciale, Massimo Braccini e Marco Comparini, «la Fiom resta il primo sindacato tra gli operai».
Ma è indubbio che se ci sono sconfitti in queste elezioni sono proprio i metalmeccanici della Cgil che nel 2013, ultimo rinnovo della Rsu, avevano preso 822 voti (705 tra gli operai e 117 tra gli impiegati), mentre stavolta ne hanno ottenuti 601 in totale (464 e 117). La scorsa volta Fim si era fermata a 534 voti , di cui 419 tragli operai e 115 dagli impiegati; in questa tornata elettorale ha raggiunto quota 646 con 460 voti delle tute blu e 186 da parte dei coletti bianchi.
I numeri non mentono e parlano di un sorpasso che regala una Rsu abbastanza disgregata: dieci delegati a testa Fiom e Fim, 7 la Uilm e 3 la Usb, ultimo sindacato a essere apparso in Piaggio (la vecchia Rsu era fatta da 12 delegati di Fim e 9 a testa per Fiom e Uilm, ma tre anni fa veniva adottato un altro sistema di voto). «In questa maniera abbiamo una Rsu senza un vero padrone - fa notare Braccini - Un elemento che va a vantaggio dell'azienda che, intanto, persegue politiche che non ci piacciono. Noi abbiamo perso voti a vantaggio dell'Usb, che è formata da elementi fuoriusciti dal nostro sindacato e per questo dobbiamo avviare un profondo rinnovamento con nuovi dirigenti e diversi rapporti tra la struttura e la Rsu rispetto al passato, perché evidentemente non siamo stati in grado di trasformare le nostre idee in proposte concrete per cambiare le condizioni dei lavoratori. Ma occorre anche capire quale futuro vogliamo per l'azienda e soprattutto cosa intende fare Piaggio del suo stabilimento di Pontedera».
Un'analisi che riguarda tutti, ma non facile da tradurre in una linea unitaria per la Rsu. Di sicuro la Fim, per bocca del suo segretario provinciale, Claudio Garzotto, parla di un successo storico, frutto «della politica dei piccoli passi, ma possibili. La crisi non è solo della Piaggio, ma è mondiale. E se quello fatto finora non è servito è bene cambiare atteggiamento rispetto ai grandi temi. Noi abbiamo provato ad agire differentemente, senza mai illudere nessuno e provando a essere sia concreti che realisti. Questo, secondo noi, ci ha ripagati portandoci a essere il primo sindacato in Piaggio. Ora siamo davanti a un periodo molto importante in cui siamo disposti a lavorare insieme a chi vorrà starci, come abbiamo sempre fatto. Quello che conta è avere idee chiare e insistere su una strada, senza mollare la presa alle prive difficoltà o divergenze».
Andreas Quirici
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