Sicurezza
Intossicati da botulino, pizzeria sotto accusa e chiusa
Castelfranco di Sotto: il provvedimento è temporaneo in attesa degli esiti delle indagini. Appello dell’Asl: «Chi ha mangiato cibo del locale controlli il suo stato di salute»
CASTELFRANCO DI SOTTO. Con una notifica ufficiale l’Asl di Empoli ha imposto la chiusura temporanea alla pizzeria dove i quattro cittadini intossicati dal botulino hanno mangiato la pizza nei giorni scorsi. Secondo i tecnici dell’Asl, sotto accusa c'è la pizza "capricciosa" dell’Oasi della pizza di Castelfranco, in quanto si pensa che a causare l'intossicazione possa essere stato il prosciutto cotto o i carciofini o comunque alimenti sott'olio. I quattro intossicati hanno mangiato cibo della pizzeria nella serata di venerdì 13 maggio.
La chiusura temporanea del locale disposta dall’Asl non ha un termine esatto perché, come spiegato dalla stessa azienda sanitaria, «saranno le indagini a determinare la natura della intossicazione, ma anche i tempi di chiusura della pizzeria, oltre agli eventuali interventi che i titolari dovranno effettuare per eliminare il problema che ha causato i malori»
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Le condizioni dei ricoverati. Intanto migliorano le condizioni di tre delle quattro persone ricoverate l’altro giorno: la famiglia con i genitori cinquantenni e la figlia 25enne che si trovano nel reparto di malattie infettive dell'azienda universitaria ospedaliera di Careggi a Firenze. Più critiche quelle dell’uomo di 59 anni, Antonio D’Onofrio che si trova in prognosi riservata nel reparto di terapia intensiva al San Giuseppe di Empoli.
La testimonianza. «Pensavamo che fosse un virus di stagione, i segnali all'inizio erano quelli: febbre, vomito. Poi il giorno dopo ha cominciato improvvisamente a peggiorare. Fra domenica e lunedì la vista era annebbiata e non riusciva a parlare». Questo il racconto di Yuri D’Onofrio, figlio del 59enne, anche lui di Castelfranco come gli altri tre. Drammatico il racconto: «Lo abbiamo preso per i capelli e ancora non sappiamo come andrà a finire, ci sembra tutto così incredibile. All'inizio i medici non ne venivano a capo, continuavamo a fare vari accertamenti e non si capiva che avesse. Dobbiamo ringraziare il nostro medico di famiglia, il dottor Bassi, che consultandosi con Empoli, dove si erano rivolti anche gli altri, ha ipotizzato che si trattasse di un caso collegato». Mentre le condizioni degli altri tre migliorano, la prognosi per D'Onofrio rimane riservata. «Ieri da Roma è arrivata l'antitossina. Gli hanno già fatto le iniezioni», racconta il figlio dell’intossicato.
L’appello dell’Asl. «Pur essendo in corso gli accertamenti che potranno definire con certezza la diagnosi di intossicazione da tossina botulinica e quelli relativi alla ricerca della tossina botulinica stessa negli alimenti sospetti - dicono dall’Asl di Empoli - vista la gravità della intossicazione, si consiglia chi avesse consumato nell'esercizio pizze condite con olive, prosciutto cotto, verdure conservate di porre attenzione ai seguenti sintomi neurologici, rivolgendosi al proprio medico di famiglia o al più vicino pronto soccorso. Visione sdoppiata e difficoltà nel mettere a fuoco le immagini, disturbi della deglutizione sono i sintomi che dovrebbero far sospettare l'intossicazione. Per confermare la diagnosi di laboratorio per i pazienti ricoverati sono necessari al massimo 4 giorni». Per informazioni contattare il 335 5216717».
Sindaco coinvolto. Tra i clienti della pizzeria c'è anche il sindaco di Castelfranco di Sotto, Gabriele Toti, che martedì era stato nel locale a mangiare un panino con la cecina. «Ho saputo del problema - dice - e mi sono subito messo in contatto con l'Asl, spero che tutto si chiarisca al più presto. So che c'è un'ordinanza di chiusura in quanto siamo stati informati dalla stessa Asl. Pur essendo tra le persone che sono state nella pizzeria in questi giorni non rientro tra i clienti che devono osservare particolari prescrizioni. E non ho avuto i sintomi manifestati dai cittadini che poi sono stati ricoverati all'ospedale. Credo che al titolare della pizzeria saranno stati richiesti lavori per cercare di eliminare quelle situazioni che poi hanno portato all'intossicazione alimentare».
(ha collaborato Nilo Di Modica)
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