La manifestazione
Piaggio, superato il quorum per la Rsu
PONTEDERA. Quorum abbondantemente superato alle votazioni per il rinnovo della Rappresentanza sindacale unitaria (Rsu) della Piaggio, visto che alle 16 di ieri si era recato alle urne il 59% degli...
PONTEDERA. Quorum abbondantemente superato alle votazioni per il rinnovo della Rappresentanza sindacale unitaria (Rsu) della Piaggio, visto che alle 16 di ieri si era recato alle urne il 59% degli aventi diritto. Complessivamente sono stati 1.651 i lavoratori che hanno votato, secondo i dati ufficiali. Di questi 1.309 operai, mentre 342 impiegati.
Oggi seggi ancora aperti fino alle 14,30, poi comincerà lo spoglie delle schede per capire come saranno ripartiti i trenta posti della Rsu.
Tre anni fa, quando avvenne l’ultimo rinnovo della Rappresentanza sindacale unitaria, gli operai che andarono a votare 1.591 e gli operai 393. Visto l’andamento della votazione di questi due giorni, la cosa che salta all’occhio è l’affluenza degli impiegati che hanno partecipato al voto probabilmente in maniera superiore rispetto al 2013. Un elemento da non sottovalutare in chiave dei risultati.
Aver raggiunto e superato il quorum a metà del secondo giorno di votazione significa che questo appuntamento con le urne è piuttosto sentito dalla forza lavoro della Piaggio. Nel pomeriggio, poi, i numeri non ancora ufficiali parlavano di 1.720 votanti, di cui 1.350 operai e 370 impiegati. Dati arrivati alle 20 circa quando c’erano ancora seggi aperti alla mensa, in Due ruote e alle meccaniche.
Ora non resta che aspettare gli ultimi movimenti alle urne in attesa che le operazioni di voto si concludano e si dia inizio allo spoglio su cui ci sarà, come sempre, molta attenzione e, probabilmente, anche un po’ di tensione.
Intanto, i delegati in quota Fiom Cgil della Rsu intervengono sul caso delle due lavoratrici licenziate dopo le pesanti offese su Facebook al premier Matteo Renzi e al presidente del gruppo Piaggio, Roberto Colaninno nel giorno dei festeggiamenti per i 70 anni della Vespa: «Questi licenziamenti sono inaccettabili e pericolosi per tutti i lavoratori. Dimostrano una concezione poliziesca e borbonica dei rapporti di lavoro».
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