Sicurezza
Operai cinesi “fuorilegge” Chiusa la ditta dai carabinieri
CASTELFRANCO. Tre lavoratori in nero, l’attività chiusa e una multa da 6.500 euro. È il risultato di una operazione condotta dai carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro dei carabinieri di Pisa...
CASTELFRANCO. Tre lavoratori in nero, l’attività chiusa e una multa da 6.500 euro. È il risultato di una operazione condotta dai carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro dei carabinieri di Pisa insieme ai militari della stazione di Castelfranco di Sotto in un capannone della zona industriale venerdì notte.
Nel mirino dei carabinieri è finita una azienda calzaturiera guidata da cinesi. All’interno dello stabilimento ben tre operai (di cui due uomini e una donna, tutti tra i 25 e i 30 anni) degli otto impiegati dal tomaificio non avevano né contratto né assicurazione.
Nessuna delle persone identificate nel capannone è risultata irregolare, avevano tutte il permesso di soggiorno. Secondo la legge, i sigilli ad una attività scattano quando questa impieghi più del 20% del suo personale senza contratto.
Per chiedere la revoca della misura, i datori di lavoro del tomaificio dovranno ora pagare 2 mila euro oltre ai 6.500 previsti dalla sanzione amministrativa. In più, i proprietari si dovranno preoccupare di regolarizzare la posizione dei lavoratori al nero.
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