Il Tirreno

Pontedera

Sequestrate 18mila etichette false

Sequestrate 18mila etichette false

Scovate dalla Finanza in un magazzino a Navacchio. «Potevano alimentare un giro d’affari da 250mila euro»

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NAVACCHIO. I finanzieri ne sono convinti. Quelle etichette fra poco le avremmo intraviste con il loro scintillìo farlocco da sotto l’ombrellone sulle spalle di qualche venditore ambulante su una delle spiagge della Toscana. Cucite su borse, cinture, piumini, giacconi, polo. Ovvio: tutto falso.

«Se si considera che di solito se ne appongono due per ogni prodotto, possiamo dire di aver fermato un traffico illecito che avrebbe immesso sul mercato quasi 9mila oggetti contraffatti e prodotto un giro di affari illegale da oltre 250mila euro», dice Valentina Usai, comandante della compagnia pisana della Guardia di Finanza.

Tanto avrebbero fruttato le 18mila etichette sequestrate dalle fiamme gialle a inizio mese in un magazzino nella zona artigianale di Navacchio. Piccoli sigilli in finto oro o argento che riproducevano i grandi marchi della moda, da Dolce & Gabbana e Chanel. A nasconderli nel capannone era stato un cittadino senegalese di 40 anni, incensurato e sconosciuto alle forze dell’ordine. Non un venditore, dunque, non uno degli ultimi anelli della catena della contraffazione, ma un terminale intermedio.

L’uomo aveva preso in affitto una parte del deposito per stoccare lì decine di borse false importate da Grecia e Spagna, ma con tutta probabilità fabbricate in Cina, e migliaia di etichette uguali a quelle delle griffe. Secondo quanto ricostruito dai finanzieri, il proprietario del capannone non era a conoscenza dell’origine illegale della merce.

Il senegalese è stato denunciato per contraffazione e introduzione nel mercato di merce falsa, ma è sul suo racconto che ora gli investigatori lavorano per capire dove conduca la filiera scoperta a Pisa. Anche le etichette - ha raccontato - erano state importate dall’estero, ma i finanzieri non escludono che uno snodo di fabbricazione e di assemblaggio dei prodotti possa trovarsi in zona.

L’indagine della Guardia di Finanza era partita circa due mesi fa, scattata proprio da attività di monitoraggio del territorio e da controlli per il contrasto all’abusivismo. E quello che sottolineano dalla Finanza è proprio la quantità di materiale sequestrato. L’operazione - sono convinti dalla compagnia pisana - «ha permesso di sottrarre al commercio abusivo della prossima stagione estiva migliaia di capi contraffatti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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