Attenzione
Rsu Piaggio, al voto 2.775 dipendenti
Da oggi a giovedì operai e impiegati scelgono i trenta delegati
PONTEDERA. L’incognita dell’Usb, l’appello agli impiegati, quanto “pagherà” la decisione di firmare accordi con Piaggio da parte di Fim Cisl e Uilm Uil e che risultati avranno le scelte di non ratificare patti per contratto di solidarietà e trasformazioni dei contratti da part-time verticali a full-time. Sono questi gli elementi che influenzeranno il voto alla Piaggio per il rinnovo della rappresentanza sindacale unitaria (rsu).
Trenta nomi. Una votazione che si aprirà stamani per concludersi giovedì e che dovrà indicare i trenta delegati che si confronteranno con l’azienda per i prossimi anni nelle varie trattative che si renderanno necessarie nel classico rapporto tra dirigenza e sindacati. Due i collegi in cui sono suddivisi i dipendenti dello stabilimento di Pontedera: quello degli operai, da cui usciranno ventuno nomi, e quello degli impiegati, che saranno rappresentati da nove elementi. Gli aventi diritto al voto saranno 2.775 lavoratori.
Tre anni fa l’ultimo rinnovo. Nel 2013, anno dell’ultimo rinnovo della rsu, gli aventi diritto al voto erano 2.875. Un dato superiore a quello attuale per via della presenza dei lavoratori con contratto a termine e delle uscite registrate negli ultimi mesi in regime di mobilità volontaria. Tre anni fa, però, i votanti furono 1.914, di cui 1.591 operai e 393 impiegati. Proprio questi ultimi possono rappresentare un elemento di distorsione degli equilibri se i numeri che li riguardano dovessero aumentare. Il risultato della votazione del 2013 fu di dodici delegati per Fim Cisl, nove per Uilm Uil e altrettanti per Fiom Cgil, nessuno per l’Ugl.
I nuovi arrivati. Una composizione che difficilmente si ripeterà questa volta, vista la presenza di un’altra sigla sindacale, l’Usb, che potrebbe rompere gli equilibri da anni più o meno consolidati. Una “new entry” che ha subito polemizzato con Fim e Uilm per le firme sui recenti accordi con Piaggio e che ha sollevato la questione dei bassi numeri di trasformazioni dei contratti, avvicinandosi alla posizione di Fiom. Dalle urne uscirà anche un verdetto per questi due schieramenti. Inevitabile la proiezione verso i grandi temi che dovrà affrontare l’azienda con la prossima rsu: dall’utilizzo degli ammortizzatori sociali, alle lavorazioni realizzate all’estero, ad eventuali e ulteriori trasformazioni di contratti part-time verticali a full-time. Discussioni che potrebbero prendere varie direzioni a seconda del risultato delle urne dei prossimi giorni.
Cambio di sistema. Nel 2013 la ripartizione dei delegati per la rsu aveva creato notevoli difficoltà. Diversità d’interpretazione dei regolamenti tra Fim Cisl e Uilm Uil da una parte e Fiom Cgil dall’altra. Quest’ultima rivendicava la presenza nella rsu di quattordici delegati, alla fine ridotti a nove dopo vari ricorsi legali. In alcune riunioni si arrivò a farne uscire cinque e la risposta fu di passare alle vie legali. Quest’anno cambierà il sistema di voto con la speranza di evitare contestazioni e, soprattutto, lungaggini tecniche e burocratiche prima di dover proclamare il vincitore delle elezioni.
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
