Sicurezza
«Ritardi nei corsi d’italiano per i venticinque profughi»
FAUGLIA. Ritardi nell’organizzazione di corsi di lingua italiana per i profughi ospitati nel territorio di Fauglia. È la denuncia del sindaco, Carlo Carli, che punta il dito contro Paim, la...
FAUGLIA. Ritardi nell’organizzazione di corsi di lingua italiana per i profughi ospitati nel territorio di Fauglia. È la denuncia del sindaco, Carlo Carli, che punta il dito contro Paim, la cooperativa che gestisce i venticinque migranti in attesa di asilo. «Questi ragazzi sono qui dallo scorso settembre - spiega il sindaco - ma le lezioni sono cominciate con un forte ritardo e, di fatto, non sono nelle condizioni di poter prestare la loro opera di volontariato ne a noi del Comune che alle aziende del territorio».
Carlo Carli cita l’azienda agricola Fioralice, il cui titolare, Fabrizio Simonetti, si è reso disponibile per insegnare agli stranieri come gestire un cavallo. «Non abbiamo necessità di un aiuto nella nostra attività - spiega Simonetti - perché l’azienda è piccola e ben dimensionato. Ci farebbe piacere essere utili a questi ragazzi, insegnando loro un mestiere. Ma il sindaco ci dice che non sono pronti, perché non sanno una parola d’italiano».
La stessa amministrazione comunale ha bisogno di volontari per lo spazzamento, «ma non li possiamo utilizzare perché non possiamo comunicare con loro. Non dico che, a quest’ora, debbano sapere perfettamente la nostra lingua. Ma nemmeno che non sappiano minimamente dire niente di niente in italiano. Credo che ci siano ritardi che creano disagi sia ai migranti che a noi».
Anna Batini, responsabile per Paim dei migranti, dice che i corsi d’italiano per gli ospiti sono cominciati da tempo. Dovevano prendere il via lo scorso gennaio e in quel mese sono partiti. Abbiamo avuto bisogno di qualche settimana per l’organizzazione, ma alla fine ci siamo riusciti- È chiaro che non parlano granché della nostra lingua. Ma dire che siamo in forte ritardo è esagerato. È vero che il Comune aveva chiesto quattro ragazzi per pulire le strade, ma per problemi della stessa amministrazione non siamo riusciti a concretizzare il progetto. E se ci fossero aziende interessate a insegnare mestieri a questi ragazzi saranno ben accette. Ma per adesso non abbiamo ricevuto nessuna richiesta»
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
