Il Tirreno

Pontedera

Premio nazionale al video sulla cultura della legalità

Premio nazionale al video sulla cultura della legalità

Lo hanno realizzato i ragazzi della media Alessandro da Morrona di Terricciola Lunedì la cerimonia di premiazione nell’aula bunker del carcere dell’Ucciardone

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TERRICCIOLA. Il 23 maggio di 24 anni fa un pezzo di Italia se ne andava, scaraventato in aria da un’esplosione. Alle 17,58, nei pressi di Capaci: Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta finirono vittime di una strage di mafia, a pochi chilometri da Palermo. Da quell’anno una Fondazione che porta il nome dei due coniugi cerca di diffondere tra i giovani la cultura della legalità, per sviluppare una coscienza antimafiosa in grado di combattere omertà e rassegnazione, e tenere vivo il ricordo del magistrato simbolo della lotta a Cosa Nostra.

Per arrivare a un numero sempre maggiore di ragazzi, la Fondazione, con la partecipazione del Miur e l’alto patronato del Presidente della Repubblica, organizza da molti anni un concorso rivolto alle scuole di tutta Italia, che diventa un’occasione per avviare in ogni istituto percorsi di sensibilizzazione alla cultura dell’onestà.

Quest’anno il riconoscimento nazionale più alto destinato alle scuole secondarie di primo grado è arrivato sulle colline della Valdera, alla scuola media “A. da Morrona” di Terricciola, dell’Istituto comprensivo di Capannoli, non nuovo a simili attestati di merito. La commissione ha voluto premiare un video delle classi III A e III B intitolato “Io la mafia non la digerisco” che, attraverso la parodia di un famoso programma culinario, mette in scena una gara in cui si alternano cuochi criminali e giudici corrotti, interrotta dall’arrivo della “pizza della legalità”, il piatto onesto della società civile che rovescia le sorti di “Mastermafia”. Grazie a una sceneggiatura ironica e alla vivace regia della videomaker Moira Volterrani, madre di un alunno, il breve filmato ha superato prima la fase regionale e poi ha convinto anche a livello nazionale, dato che una piccola delegazione guidata dalla dirigente Lidia Sansone si recherà a Palermo per ricevere il premio direttamente dalle mani della sorella del giudice, Maria Falcone, e del Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. La cerimonia si svolgerà lunedì 23, come da tradizione nell’aula bunker del carcere dell’Ucciardone, dalla quale ci si collegherà con le manifestazioni organizzate per l’occasione nelle principali piazze italiane, compresa quella di Firenze, dove saranno presenti i compagni degli alunni che hanno raggiunto la Sicilia. Nel pomeriggio poi un lungo corteo sfilerà nelle strade di Palermo, per trovarsi all’ora della strage di fronte a “l’albero di Falcone”, l’albero che, cresciuto di fronte alla casa di Giovanni Falcone, dal 1992 è diventato un luogo-simbolo in cui, non solo dai palermitani, si affiggono spontaneamente biglietti, messaggi, poesie dedicate alla memoria del magistrato e alla lotta alla mafia.

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di Redazione web