Il Tirreno

Pontedera

associazione libera caccia

«Battute al cinghiale a rischio per colpa della Regione»

«Battute al cinghiale a rischio per colpa della Regione»

POMARANCE. «Le politiche di gestione del territorio da parte della Regione mettono a rischio il futuro delle battute di caccia al cinghiale». È l’allarme lanciato dall’associazione Libera caccia...

2 MINUTI DI LETTURA





POMARANCE. «Le politiche di gestione del territorio da parte della Regione mettono a rischio il futuro delle battute di caccia al cinghiale». È l’allarme lanciato dall’associazione Libera caccia provinciale che convoca per venerdì alle 21 l’assemblea allo spazio Savioli di Pomarance.

«Dopo l’approvazione della legge obiettivo sugli ungulati ribadiamo che la caccia al cinghiale, nella forma della braccata, è tradizione, cultura e storia di questa regione, in quanto, in Toscana, riveste un ruolo aggregativo e sociale - si legge in una nota dell’associazione - Mentre la legge obiettivo per la gestione degli ungulati calpesta tutti i valori sopra detti, confinando in aree ridotte le squadre e relegandole a comparse, togliendo loro il giusto e meritato riconoscimento di primarie artefici della gestione del territorio e del contenimento della specie cinghiale».

L’allarme, secondo Libera caccia è serio: «Queste decisioni porteranno senza dubbio l'abbandono delle squadre di molti cacciatori e quindi il progressivo indebolimento della tradizionale braccata, unico sistema valido per il controllo del cinghiale. Siamo convinti che con questo modo di operare, da parte della Regione Toscana, si voglia attribuire una qualche colpa, ai cacciatori che praticano la caccia in battuta, colpa che invece è propria di chi ci ha amministrato fino ad ora». Il problema sarebbe che «la Regione Toscana da anni ha messo troppo territorio sotto una campana di vetro, proteggendolo eccessivamente con oasi e parchi. L'ecosistema ha così subito traumi tali che, la specie più forte, ha preso il sopravvento con un eccessivo aumento di numero, soprattutto nelle zone protette, da qui l'irradiamento in altri territori e il relativo aumento dei danni all'agricoltura».

La soluzione, secondo l’associazione sembrerebbe semplice: «Visto che una legge simile esisteva, sarebbe bastato prevedere un prelievo o selettivo o in girata o in braccata nelle zone super protette per risolvere il problema danni. Senza il supporto delle squadre, il problema ungulati, con l'attuale Legge, continuerà sicuramente ad aumentare. Ed è per questo che invitiamo tutti i soci a sostenere il comitato promotore della raccolta firme, ed invita i capo caccia a recarsi dai sindaci, al fine di metterli a conoscenza di quanto questa legge obbiettivo stia stravolgendo le nostre tradizioni, con conseguenti perdite economiche per agriturismi e ristoranti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa