Sicurezza
Braccio di ferro per far entrare il parlamentare
L’agriturismo che ospita i profughi era chiuso «Non ci sono i requisiti previsti dal bando»
CASCINA. L’onorevole Marco Rondini (Lega) che fa parte della commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza e di identificazione, nonché sulle condizioni di trattenimento dei migranti nei centri di accoglienza per richiedenti asilo e nei centri di identificazione ed espulsione, ha atteso per più di due ore prima di poter entrare nell’agriturismo La Tinaia a Santo Stefano a Macerata. La sua visita era stata ampiamente annunciata e concordata con la prefettura, responsabile dell’appalto per l’accoglienza dei migranti richiedenti asilo. Ma quando poco dopo le 15 di ieri il parlamentare è arrivato in via Santa Maria insieme alla candidata a sindaco della Lega Nord, Susanna Ceccardi, ha trovato i cancelli chiusi.
«Abbiamo superato le resistenze di Merciai - ha detto Rondini, intervistato al termine della visita - che specula sull’accoglienza; vale la pena ricordare che per ogni immigrato che accoglie qui riceve 35 euro al giorno, che vengono dalle tasche dei cittadini italiani. E, vinte le resistenze, finalmente siamo riusciti ad entrare grazie all’intervento delle forze dell’ordine che hanno convinto Merciai a concederci l’accesso. Abbiamo riscontrato una situazione che non risponde perfettamente alle dichiarazioni che sono state fatte alla prefettura e che gli hanno garantito di vincere l’appalto. La situazione è lontana dai canoni richiesti per ospitare 32 persone. Presumo, penso e spero che sia rivisto l’appalto con Merciai».
Davanti all’agriturismo era stato organizzato anche un presidio dei cittadini della frazione di Santo Stefano a Macerata che, da quando hanno scoperto di avere dei nuovi vicini di casa, hanno dato voce ad una rumorosa protesta per dire no ad un’accoglienza gestita con poca trasparenza, senza prima dare informazioni ai residenti e lontana dal modello dell’accoglienza diffusa chiesto dai sindaci dell’area pisana e dalla Regione. Nessuno ha informato i cittadini che hanno visto trasformare in poche settimane la location per matrimoni e comunioni in centro di accoglienza. Sulla struttura è stato presentato un esposto dal consigliere comunale e candidato a sindaco della lista Progetto Cascina, Michele Parrini, e le prime verifiche effettuate dai carabinieri, dal Nas e dalla polizia municipale hanno riscontrato alcune irregolarità.
Il Nas ha interessato la Usl in quanto i profughi sono stati trovati a dormire in un locale che risulta un magazzino. L’edificio ha la capienza per accogliere 32 profughi? È certo che ci sono discrepanze tra quanto dichiarato per vincere l’appalto e la realtà dei fatti.
«Al piano terra non c’è l’impianto di riscaldamento – ha detto Ceccardi, che ha visitato il centro insieme a Rondini, accompagnati dal questore di Pisa, Alberto Francini - a differenza di quanto dichiarato nei progetti presentati alla prefettura. Qualcosa non ci convince nell’uso di questa struttura. Inoltre è molto strano che dal verbale del 23 febbraio 2013 la procedura di gara aperta per individuare gli operatori ai quali affidare il servizio di prima accoglienza vede al primo posto nella graduatoria finale Arnera, seguita da La Pietra d’angolo, Paim, Arci solidarietà e solo quinta è arrivata Gestione immobili srl che poi ha avuto in gestione la Tinaia».
Sui migranti, dunque, un altro pasticcio. L’arrivo del parlamentare era annunciato. A fronte di una visita durata meno di venti minuti c’è stata una “resistenza” da parte dei responsabili dell’accoglienza e di Cesare Merciai, presidente della Srl che ha vinto l’appalto dell’accoglienza, che ha costretto ad intervenire oltre ai carabinieri anche la polizia e il questore, il quale è arrivato con numerosi agenti. I cittadini che avevano organizzato il sit-in sono rimasti all’esterno dell’agriturismo con i loro colorati cartelli: pochi ma rumorosi e determinati. Nel giardino, dietro quel malandato cancello, i profughi, chiusi dentro. Merciai, che i carabinieri avevano informato del sopralluogo di Rondini, all’ultimo momento non si è fatto trovare. Possibile? «Ho visitato altri centri – dice Rondini – non mi era successo niente del genere».
Si mormora che Merciai abbia avuto pressioni politiche, del resto siamo in campagna elettorale. Va detto che in assenza di un rappresentante della prefettura, Merciai ha fatto sapere che non era disponibile a fare visitare la struttura. E un paio di lucchetti da bicicletta erano stati messi ai cancelli. Dopo una lunga trattativa il cancello della Tinaia si è aperto.
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