Sicurezza
Cortometraggio sulla violenza contro le donne
LARI. È stato apprezzato dal pubblico del Lucca Film Festival che lo ha applaudito a lungo. Per la grazia, la semplicità incisiva con cui i suoi fotogrammi trasmettono il messaggio. Che è importante,...
LARI. È stato apprezzato dal pubblico del Lucca Film Festival che lo ha applaudito a lungo. Per la grazia, la semplicità incisiva con cui i suoi fotogrammi trasmettono il messaggio. Che è importante, urgente: no alla violenza sulle donne. Il cortometraggio "Una rosa non un pugno" è stato girato alla Capannina di Cevoli e nasce da un'idea di Barbara Sarri, pisana, autrice del soggetto e della sceneggiatura.
Promosso da "Amnesty International" e prodotto da "Bambino sarai tu!", il corto, vincitore nel 2015 del "Premio speciale per l'Identità" al "Montecatini International Short Film Festival", intreccia due storie: quella di Isabel, interpretata dalla stessa Sarri, che, dopo la violenza, affida il proprio riscatto all'energia vitale del flamenco; quella di Artemisia Gentileschi, pittrice, vittima di stupro nel 1611, la quale nel suo quadro più famoso, "Giuditta che decapita Oloferne", ritrasse Oloferne con le sembianze di Agostino Tassi, il suo violentatore. Così, il ballo e l'arte, il flamenco e la pittura, diventano la risposta agli abusi sulle donne di cui quotidianamente raccontano le cronache, simboleggiati nel corto da un pugno che, nei primissimi secondi del filmato, si abbatte sullo schermo, lasciando attorno a sé il silenzio.
«Il corto - commento Silvana Moroni, responsabile della Sezione toscana di Amnesty International - affronta un argomento caro all’associazione utilizzando magistralmente immagini e musica».
Interpretato da Vittorio De Franceschi, "Una rosa non un pugno" è diretto dal regista Antonio Tosi. (a.l.)
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