Il Tirreno

Pontedera

Ancora troppi ostacoli sulla via dei disabili

Massimo Crocetti alle prese con un ostacolo in viale Risorgimento (foto Franco Silvi)
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Massimo Crocetti alle prese con un ostacolo in viale Risorgimento (foto Franco Silvi)

Pontedera: viaggio in città per affrontare il tema delle barriere architetoniche tra vecchi marciapiedi e strettoie impraticabili

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PONTEDERA. La carrozzina resta incastrata tra il muretto e il bordo del marciapiede. Le auto gli passano vicinissime e la ruota sottolissima resta miracolosamente in bilico. Massimo Crocetti, quasi cinquantenne che abita a Santa Maria a Monte, disabile costretto alla sedia a rotelle guarda in alto e chiede aiuto. La manovra non è semplice, ma piano piano riesce e il tour per parlare di barriere architettoniche a Pontedera può proseguire.

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Attenti al lato sbagliato. La scena appena descritta avviene lungo il tragitto dal centro della città all’ospedale lungo via Roma. Ed è proprio sulla via del ritorno che si trova uno dei punti più insidiosi per chi non può camminare con le sue gambe ed è costretto alla carrozzina. Sul lato del sottopasso che sfocia su viale del Risorgimento, verso piazza Garibaldi per intenderci, il marciapiede si fa strettissimo e, oltre tutto, manca l’abbassamento che consente alle ruote di proseguire senza ostacoli.

Pochi percorsi alternativi. "Io non passo mai da questo lato del sottopasso - ammette Massimo - dall’altra parte è possibile passare senza intoppi, anche se la salita non è per niente agevole. Però chi non conosce la città può ritrovarsi benissimo in guai grossi". Gli altri percorsi per l’ospedale sono quelli del sottopassaggio della stazione ferroviaria, dove sono in corso i lavori per l’allestimento degli ascensori. E il sottopasso che da via De Gasperi porta in via della Stazione vecchia, vicino alla Montagnola. Ma qui il marciapiede è stretto e assolutamente non protetto dalle auto in circolazione.

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Brutte sorprese dal Leoncini. Una volta arrivati dall’altra parte della strada, dove le strisce pedonali tra l’altro trovano la barriera del marciapiede, lungo la stessa direttrice, c’è un’altra brutta sorpresa. Proprio davanti al fatiscente edificio ormai diroccato della famiglia Leoncini, c’è un marciapiede che non è stato modificato per i disabili. In pratica si interrompe per poi riprendere a pochissimi metri di distanza, come se in mezzo ci fosse stato l’ingresso per il magazzino.

LA DIRETTA SU FACEBOOK DEL VIAGGIO SULLE BARRIERE ARCHITETTONICHE

Pontedera a misura di disabile. In quel punto, sul lato del muro di Baj, in realtà, il percorso per chi non può camminare è abbastanza agevole: marciapiedi ampi e ribassati in vari punti, privi di barriere architettoniche. E il punto focale del pomeriggio trascorso con Massimo Crocetti è proprio questo: "Pontedera è sufficientemente a misura di disabile, ma bisogna conoscerla bene", parola di un uomo che si trova ogni giorno alle prese con insidie di ogni tipo. "Frequento questa città ormai da anni - dice - e la trovo molto cambiata rispetto al passato. Io giro tranquillamente in centro senza problemi, ma devo fare percorsi mirati perché altrimenti qualche ostacolo lo incontro".

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Occhio alle auto. Immedesimandosi in un disabile in carrozzina che non conosce Pontedera, per esempio, si può incappare nel marciapiede sbagliato del sottopasso di via Roma. Oppure in zone come il retro di piazza del Duomo, in cui un disabile in carrozzina si destreggia male tra auto in sosta o in transito e un marciapiede poco praticabile.

I problemi dei privati. Ma i piccoli o grandi problemi di barriere architettoniche non riguardano solo gli enti pubblici come il Comune di Pontedera. Ma anche, e soprattutto, i privati. "Poco tempo fa in uno studio situato al terzo piano di un palazzo - racconta Massimo - ho trovato un buon percorso senza ostacoli, ma con tre scalini davanti all’ascensore". Per non parlare di molti studi medici, di cui un paio sono in via Verdi e in corso Matteotti, dove un disabile in sedia a rotelle non può entrare.

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