Sicurezza
L’incendiario finisce ai domiciliari
Era stato denunciato dopo i raid nello studio dell’avvocato Sergio Mori
PONTEDERA. Arresti domiciliari e braccialetto elettronico per l’uomo che è accusato di avere tentato di incendiare lo studio dell’avvocato Sergio Mori di Pontedera. Il provvedimento era nell’aria da giorni, i carabinieri lo avevano chiesto subito dopo che erano riusciti a dare un nome all’autore del furto e dei danneggiamenti avvenuti nello studio del professionista in via Roma.
Ieri mattina i carabinieri di Pontedera hanno dato esecuzione alla misura cautelare disposta dal Gip del tribunale di Pisa che ha tenuto conto delle risultanze investigative dell’Arma, ma anche del fatto che l’uomo, nato nel 1956 e residente nel quartiere Oltrera, pensionato, con un passato di operatore sanitario, non è la prima volta che si rende autore di atti incendiari. Lo stesso pontederese, poche settimane fa, era stato denunciato per avere tentato di dare fuoco all'auto di una donna.
Gli inquirenti pensano infatti che l'uomo possa rappresentare un pericolo per una famiglia di Pontedera che dal 2014 ha a che fare con lui. Il pensionato, riconosciuto come l'autore di due tentativi di incendio e di altri danneggiamenti, si trovava agli arresti domiciliari. Una misura che doveva servire a mettere fine a certi atteggiamenti o comunque a indurre l'uomo a rivedere i suoi comportamenti nei confronti della donna che nel 2014 è rimasta coinvolta in un incidente stradale di cui l'uomo era controparte.
La misura cautelare dei domiciliari era però stata attenuata con quella del divieto di avvicinamento alla casa della donna. Da tempo questa famiglia aveva cercato di mettere fine ai vandalismi, rivolgendosi alle forze di polizia.
Ma dopo questa decisione del tribunale, l’uomo è tornato a colpire in città. Più volte, sempre con la stessa modalità.
A casa sua, in via Martin Luther King, dove i carabinieri hanno effettuato una perquisizione anche sulla base di quanto era stato riferito dallo stesso Mori, sono state trovate le macchine fotografiche che sono state rubate nel primo raid avvenuto all’interno dello studio legale di via Roma.
Il pensionato è accusato di danneggiamento seguito da incendio e di furto aggravato.
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