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Pontedera

trovata l’intesa alla direzione territoriale

Salina, tornano al lavoro i tre impiegati in esubero

Salina, tornano al lavoro i tre impiegati in esubero

SALINE DI VOLTERRA. Dopo tanto penare è arrivata la riassunzione dei licenziati dalla Locatelli, la ex Salina di Stato che aveva dichiarato in esubero tre lavoratori che ieri si sono incontrati con...

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SALINE DI VOLTERRA. Dopo tanto penare è arrivata la riassunzione dei licenziati dalla Locatelli, la ex Salina di Stato che aveva dichiarato in esubero tre lavoratori che ieri si sono incontrati con l’azienda alla Direzione territoriale del lavoro (Dtl) per l’ultimo passaggio della conciliazione. Cristina Di Lucido e Flavia Poli, le due mamme che si erano ritrovate senza impiego, e un loro giovane collega possono tirare un sospiro di sollievo. Ma dovranno affrontare l’incognita dei tempi e delle modalità con cui rientreranno nella fabbrica di Saline di Volterra.

L’accordo, infatti, prevede il ritorno al lavoro, ma solo dopo una sorta di riorganizzazione interna concertata tra proprietà, sindacati e Regione Toscana. Un incontro a tre si dovrebbe svolgere a breve, mentre le due mamme restano in attesa di sviluppi con la consapevolezza che dovranno stare un periodo in cassa integrazione.

«Per ora si tratta di un bel passo in avanti - dice Cristina Di Lucido, una delle due lavoratrici - Per come si erano messe le cose sono contenta, ma mi rendo conto che siamo davanti solo a un primo passo e che non è giusto ancora cantare vittoria». Sulla stessa lunghezza d’onda la sua collega Flavia Poli: «Sono felice, questo è chiaro, perché dopo la notizia del licenziamento e gli altri incontri avevamo la sensazione che tutto si sarebbe risolto per il meglio. Ma dopo aver visto il ritiro dei licenziamenti nero su bianco è tutta un’altra cosa. È chiaro che adesso dovremo capire come si svilupperà la vicenda che non è assolutamente ancora conclusa».

Il clima, comunque, è sicuramente meno teso alla Locatelli rispetto a un mese fa quando un presidio bloccò l’ingresso e l’uscita delle merci, dopo la consegna delle lettere di licenziamento a Cristina e Flavia, e uno scioperò di 24 ore mise in stallo la produzione, a cui l’azienda rispose mettendo in permesso o ferie forzate una parte dei lavoratori come risposta alla generale astensione dal lavoro.

I problemi non sono ancora finiti. Ma siamo a una svolta positiva per il futuro dei circa quaranta dipendenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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