Sicurezza
Profughi, un presidio di protesta alla Tinaia
Lettera aperta al sindaco di Cascina, Alessio Antonelli: "Dietro l’arrivo di questi giovani c’è soltanto business, manca un progetto credibile di integrazione"
CASCINA. I cittadini di Santo Stefano a Macerata sono tornati a protestare davanti all’ingresso dell’agriturismo La Tinaia, che ospita 32 migranti richiedenti asilo. Come era già successo nella recente assemblea, a protestare sono intere famiglie le quali ritengono che dietro all’arrivo dei profughi ci sia solo business e non un "progetto credibile di integrazione".
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"Se così fosse stato, i profughi sarebbero stati accolti in una struttura diversa, non dispersa nella campagna, lontana da mezzi di trasporto pubblico e attività ricreative, a contatto solo con una piccola comunità di una quindicina di famiglie", si legge in una specie di lettera aperta al sindaco che è stato diffusa martedì 10 maggio.
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Alla protesta hanno preso parte anche alcuni rappresentanti della Lega Nord e la candidata a sindaco Susanna Ceccardi. "Pensiamo che l’accoglienza non debba essere solo un business per chi gestisce l’emergenza migranti – dicono – Manca un’idea dell’accoglienza, di iniziative concrete che tengano impegnati questi giovani. E questo è uno dei motivi che preoccupa e fa paura agli abitanti della zona".
I cittadini sono tornati a contestare il sindaco per lo scaricabarile che c’è stato tra il Comune e la prefettura. Pensano che il sindaco non potesse non sapere dell’arrivo dei migranti, rivendicano il diritto di essere coinvolti nelle decisioni che li riguardano. "Rifiutare la trasparenza e la partecipazione dei cittadini a queste scelte è un grave errore che potrebbe portare ad atteggiamenti razzisti e a facili strumentalizzazioni", hanno aggiunto durante il presidio che si è svolto in maniera tranquilla. Giovedì 12 maggio la protesta arriverà in consiglio comunale, dove i cittadini torneranno a far sentire la loro voce.
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