Attenzione
Profughi alla Tinaia, il Comune sapeva
In un documento che risale a febbraio il sindaco Antonelli dà il nulla osta al progetto di accoglienza per i migranti
CASCINA. I 32 profughi richiedenti asilo che sono ospitati nell’agriturismo La Tinaia, nella campagna tra Santo Stefano a Macerata e San Giorgio, hanno innescato le proteste dei cittadini.
Cascina, come altri comuni della provincia, si era detta favorevole a progetti di accoglienza diffusa, piccoli nuclei inseriti all’interno delle comunità. I cittadini contestano anche all’amministrazione di non avere informato i residenti del piccolo paese che da un giorno all’altro hanno visto arrivare i migranti senza avere la possibilità di un confronto preventivo con l’amministrazione comunale.
A queste proteste il sindaco, Alessio Antonelli, nel corso di un’infuocata assemblea pubblica che si è svolta a Santo Stefano a Macerata, ha risposto dicendo che il progetto è stato gestito dalla prefettura.
«Ho dato, come altri sindaci, il mio consenso all’accoglienza dei migranti ma non sono stato informato del loro arrivo». Affermazioni, queste, ribadite più volte, che hanno finito per alimentare il malcontento che in campagna elettorale - a Cascina si vota a giugno per le amministrative - rischia di diventare ancora più rumoroso.
Insomma, la linea dell’amministrazione pare chiara: abbiamo detto di sì ai profughi, ma non sapevamo del loro arrivo a Santo Stefano a Macerata. È proprio così? A leggere le carte parrebbe una versione un po’ edulcorata con almeno una importante omissione. Viene fuori, infatti, che il Comune era nelle condizioni di sapere quel che sarebbe successo. Agli uffici è arrivata una informazione preventiva, un testo ufficiale. Il Tirreno quel documento lo ha trovato (eccolo nella foto qui sopra). È una lettera dalla quale si evince che il sindaco, Alessio Antonelli, come gli uffici comunali, sapevano del progetto di accoglienza che avrebbe riguardato l’agriturismo La Tinaia. Si tratta di un atto, a firma del sindaco, che è datato 11 febbraio 2016. È indirizzato alla figlia della proprietaria dell’immobile La Tinaia che ha curato l’iter per dare in affitto l’agriturismo ad una società, Gestione Immobili, che si occupa dell’accoglienza ai migranti. A Chiara Sarra il sindaco, già a febbraio quando la donna era ancora in trattativa con un’altra cooperativa, Xenia, dava il nulla osta preventivo da parte dell’amministrazione comunale per l’accoglienza profughi nell’immobile dell’agriturismo, facendo anche riferimento al bando della prefettura con cui si procede alla gara per la prima accoglienza di cittadini stranieri che richiedono protezione internazionale. Nel frattempo l’agriturismo è stato ristrutturato per garantire i servizi della nuova destinazione d’uso con tanto di documenti presentati agli uffici del Comune. «A me è stato chiesto di non parlare di questo progetto», ci aveva risposto Chiara Sarra il giorno dell’arrivo dei migranti. Nessuno degli amministratori può dire che non sapeva dal momento che il progetto è stato presentato al Comune già a febbraio. C’era tutto il tempo per parlarne con i cittadini se ci fosse stata l’intenzione di farlo.
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