Sicurezza
«Non ci sono più soldi per le opere antincendio»
PONTEDERA. Il presidente dell’Unione montana dei Comuni della Valdicecina, Carlo Giannoni, nei giorni caldi della protesta per i soldi da destinare all’attività di forestazione, l’aveva detto:...
PONTEDERA. Il presidente dell’Unione montana dei Comuni della Valdicecina, Carlo Giannoni, nei giorni caldi della protesta per i soldi da destinare all’attività di forestazione, l’aveva detto: «Copriremo da una parte, ma lasceremo scoperto dall’altra». La conferma arriva da due operai forestali, inseriti nel sindacato, ma testimoni comunque di una situazione in cui «il lavoro di manutenzione ai boschi e al territorio in genere, che fino all’anno scorso veniva fatto regolarmente, oggi è stato ridotto notevolmente». E stiamo parlando di prevenzione contro gli incendi o le frane, non di una cosa da niente per un territorio come la Toscana che ha un milione e 100mila ettari di bosco: la prima in Italia.
Attività come la manutenzione delle piste boschive o di intervento nelle zone colpite dagli incendi oggi sembrano davvero a rischio, secondo i diretti interessati. «Per la forestazione in Toscana abbiamo il 40% di risorse in meno - racconta Guglielmo Gambini che è stato destinato all’Unione dei Comuni montana Valdicecina, ente che si occupa della forestazione dalla costa pisana alla Valdicecina - I soldi destinati all’antincendio servono per coprire gran parte degli stipendi, mentre una buona fetta, circa 8 milioni, provengono dai consorzi di bonifica che, giustamente, vengono usati per la manutenzione di corsi d’acqua e fossi. Ma tutto il resto del lavoro è a forte rischio». Per esempio le già citate piste boschive, che servono per raggiungere le zone in cui si sviluppano gli incendi e che se non subiscono interventi ogni anno finiscono per essere “mangiati” dalla vegetazione. Idem per i sentieri che, oltre all’antincendio, hanno anche una funzione turistica. A Calambrone e Tirrenia ci sono 20 chilometri di piste boschive, come alle Cerbaie, mentre sul Monte Pisano sono sessanta. Per non parlare della Valdicecina. «Tutte zone che rischiano di rimanere senza manutenzione - ammette Alessandro Consani che opera proprio sul Monte Pisano - Ma c’è di più. Normalmente la Regione pagava anche il periodo di reperibilità per l’antincendio subito prima o immediatamente dopo i due mesi dall’inizio di luglio alla fine di agosto in cui è attiva ufficialmente questa attività. Ma ora i soldi non ci sono più e il servizio, in teoria, non è garantito. Anche se già venti giorni fa siamo intervenuti a Vicopisano, Buti e San Giusto di Compito, in Lucchesia, per spegnere incendi».
«Il problema è cosa la Regione vuol fare - dice Vincenzo Parrella, segretario provinciale della Flai Cgil - perché se il territorio toscano è un valore aggiunto, sia dal punto ambientale che turistico, e quindi anche economico, è necessario destinare molte più risorse. Di tempo per parlare di questo problema ce n’è ancora. Basta che da Firenze vogliano darci risposte serie e concrete».
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