L’ultimo saluto al dirigente sportivo
San Frediano, il fratello di Alberto Contini: «Lui è negli sguardi e nelle emozioni di tutti noi»
SAN FREDIANO. In tanti il 9 maggio hanno voluto salutare per l'ultima volta Alberto Contini. La chiesa di San Frediano a Settimo non ha potuto contenere tutta la folla di amici, compagni di lavoro e di sport accorsi per partecipare alle esequie del noto dirigente sportivo scomparso a 37 anni.
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La compagna di vita e la famiglia, nel difficile momento, sono state accompagnate da tutti quelli che ad Alberto hanno voluto bene. Presenti alla cerimonia tantissimi ragazzi del Basket Cascina, tutti vestiti con i colori della società. Le parole più utilizzate per descriverlo sono state: amicizia, entusiasmo, stima e gioia. Quei sentimenti e quelle emozioni che Alberto Contini riusciva a trasmettere e a scatenare in chi lo incontrava o lo frequentava. Ex cestista, fu fermato dai medici per l'insorgere di un problema cardiaco. Da allora Alberto Contini si era diviso tra lo studio, il lavoro, la famiglia e i ragazzi del Basket Cascina, società presso cui ricopriva un ruolo dirigenziale. Ad officiare la messa è stato don Giovanni Cartoni, diventato amico di Contini durante un viaggio a Londra, mentre in molti lo hanno voluto ricordare raccontando aneddoti.
«Conoscevo Alberto - dice un amico - da 22 anni, prima come compagno di liceo, poi come collega all'università. Mi è sempre stato vicino, anche nel giorno del mio matrimonio, quando mi fece da testimone di nozze e, come sempre, seppe dire le parole giuste al momento giusto».
Amico, collega di lavoro e dirigente sportivo stimato, Alberto Contini, dovunque andasse, sapeva farsi volere bene. Il suo ex allenatore lo ricorda così: «Anche da piccolo aveva sempre mostrato grande maturità - spiega - Qualche giorno fa lo sentii al telefono e mi disse di essere felice d'iniziare la nuova carriera come insegnante di educazione fisica. L'energia che ha saputo dare resterà dentro tutti noi».
L'ultimo saluto ad Alberto Contini lo ha dato il fratello: «Visto che Alberto trovava il lato positivo anche nelle situazioni peggiori, oggi lo voglio ricordare così. In 37 anni mio fratello ha seminato molto e le tante persone presenti oggi ne sono una testimonianza. Alberto è in ogni sguardo e nelle emozioni di tutti noi. Non voglio stare qui a raccontare chi fosse, ma mi preme salutarlo come in un giorno normale, come lui faceva con me: “ciao ciccio”».
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