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Pontedera

Imprenditore a giudizio con l’accusa di usura

Imprenditore a giudizio con l’accusa di usura

La procura di Pisa gli contesta un giro di prestiti a tassi molto elevati ma la difesa respinge tutte le accuse. Sotto processo anche un pensionato

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PONTEDERA. La difesa sostiene che non c’è stato il reato di usura e che i due imputati, un imprenditore di Pontedera e un pensionato prestanome di Crespina, non hanno svolto attività illecite ma solo affari per rilevare aziende in crisi. L’accusa, che al processo è sostenuta dal pubblico ministero Paola Rizzo, ritiene di poter dimostrare, forte anche delle intercettazioni telefoniche, il giro di prestiti ad interessi elevatissimi, appunto tassi da usurai.

È ripreso a Pisa il processo - ieri mattina è stato ascoltato un commercialista, testimone della difesa - sulle responsabilità che si celano dietro al fallimento della società “La Nuova Era srl” di Bientina. Da qui la finanza aveva cominciato a indagare non solo per bancarotta fraudolenta, ma anche su un presunto giro di usura con tassi richiesti ai creditori anche del centocinquanta per cento.

Nell’ambito di questa vicenda sono finiti a giudizio l’imprenditore, David Ferretti, 48 anni, residente a Bientina anche se domiciliato a Pontedera, e un pensionato di 78 anni, Mauro Passetti, di Crespina, ex gestore di night, già noto alle cronache per essere rimasto coinvolto in altre inchieste sullo stesso grave reato, in particolare in quella che aveva interessato anche il direttore generale di una banca.

Ferretti è accusato di usura, esercizio abusivo del credito, corruzione e, in concorso con un suo collaboratore, anche del reato di bancarotta fraudolenta. Secondo l’accusa, Ferretti erogava prestiti a persone con le quali si trovava in contatto in relazione alla propria attività d’impresa. Tra queste anche una società che gestiva una concessionaria d’auto a Pontedera e aveva un’officina a Prato. Operazioni che apparentemente sembravano sancire l’ingresso dell’imprenditore in società in difficoltà economiche altro non sarebbero state che prestiti concessi a tassi esorbitanti. In particolare nell’udienza di ieri ci si è soffermati a chiarire aspetti che riguardano un finanziamento di oltre 300mila euro alla concessionaria pontederese poi fallita e che, secondo il commercialista chiamato a testimoniare, sarebbero dovuti servire ad acquistare un ramo d’azienda.

Secondo l’accusa, si tratta di un prestito che è stato camuffato come bonifico per l’acquisto del 51% delle quote di una società; ma quel prestito, come risulterebbe dalle numerose intercettazioni, prevedeva la restituzione a tassi di interesse del 150%.

David Ferretti e Mauro Passetti, nella loro qualità di amministratore unico ed amministratore di fatto de “La Nuova Era”, società dichiarata fallita, sono accusati di avere fatto sparire soldi, nonché il ricavato della vendita degli automezzi della stessa società (per 375mila euro). I due sono poi accusati di avere occultato e distrutto i libri contabili. L’udienza è stata aggiornata al 17 ottobre.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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