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La Coldiretti chiede lo stato di calamità per danni da maltempo

La Coldiretti chiede lo stato di calamità per danni da maltempo

L'associazione: "Almeno 50 aziende in provincia di Pisa sono ostaggio della cattiva gestione e della scarsa manutenzione dei fiumi"

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PONTEDERA. Aziende agricole ostaggio dell’incuria e della cattiva gestione del territorio. Sono almeno una cinquantina comprese nell’area tra San Miniato, Pontedera e Peccioli le aziende agricole che a causa della scarsa manutenzione di canali e fossi finiscono sott’acqua ogni volta che la pioggia cade abbondante con gravi danni alle coltivazioni e all’attività economica. E così è successo anche lo scorso 23 e 24 aprile. Il danno è stato aggravato dal cedimento in alcuni punti degli argini delle vasche di espansione lungo il fiume Egola che da tempo non sono sottoposte ad alcuna motivazione.

È stata nuovamente Coldiretti Pisa ad evidenziarlo nella preoccupata lettera inviata negli scorsi giorni alla Regione Toscana, al Genio Civile e al Consorzio di Bonifica “Basso Valdarno” con la quale ha richiesto l’urgente attivazione dei sopralluoghi per definire ed ammontare la portata economica dei danni, elemento indispensabile per tentare la via della richiesta di calamità naturale, il risarcimento delle aziende ed il ripristino dei terreni allagati.

«Il fiume Egola necessita di una manutenzione periodica e continuativa. Deve essere consentito lo scavo del letto del fiume che attualmente non regge la portata di grandi quantità di acqua piovana per evitare le inondazioni che purtroppo sono diventate una triste ricorrenza – spiega Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Pisa – Sono necessari interventi per ridurre il rischio idrogeologico e rinforzare gli argini del fiume che sono ceduti consentendo all’acqua di allagare i terreni dove gli agricoltori avevano da pochi giorni seminato. La richiesta avanzata nella lettera va nella direzione del riconoscimento dello stato di calamità naturale per quelle porzioni di terreni e per quelle aziende agricole che hanno subito danni».

Secondo Coldiretti, sulla base dei dati forniti dall’Ispra il 10% del territorio provinciale, pari a 232 chilometri quadrati, è a rischio alluvione elevata. Si tratta della percentuale, in rapporto alla superficie, più alta di tutta la regione. Ma è il 70%, pari a oltre 1.700 ettari su 2.445, il territorio inserito nell’area di pericolosità idraulica.

 

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