Il Tirreno

Pontedera

«Infermieri in servizio per 17 giorni consecutivi»

Il sindacato Nursind denuncia: nell’ex Usl 5 mancano almeno cinquanta addetti Accuse alla Regione e alla riforma del sistema sanitario voluta dal governatore

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PONTEDERA. A pochi mesi dalla riforma del sistema sanitario toscano con la nascita dell’Usl Area Nord Ovest, il sindacato degli infermieri Nursind sostiene che tutti i dubbi espressi sull’operazione voluta dal governatore Enrico Rossi circa i tagli che sarebbero avvenuti al personale si stiano concretizzando con una mancanza di infermieri che non ha precedenti nella ormai ex Usl 5. E, di conseguenza, con ripercussioni sui servizi ai cittadini.

«La lampante dimostrazione di come gli infermieri coprano le carenze di organico sulla loro pelle sta nel numero di ore straordinarie effettuate (tra accumulate e pagate) e nelle giornate di ferie maturate e non godute. Dai numeri di questi indicatori si può stimare ad oggi un deficit di personale infermieristico che supera le 50 unità», afferma Daniele Carbocci, segretario provinciale del Nursind.

C’è poi il fatto che quella infermieristica è una categoria che si avvicina ad una età media di 50 anni, e «il 25% ha una limitazione funzionale derivata dall’usura lavorativa».

A pagare il prezzo più alto, secondo il Nursind, sono i colleghi dei reparti di Medicina, Chirurgia, Ortopedia, dell’Spdc servizi psichiatrici di diagnosi e cura (presso l’ospedale Santa Chiara a Pisa ma struttura dell’Usl) e delle emergenze (Pronto Soccorso e 118).

La mancanza di personale infermieristico e Oss nell’ex Usl 5 «sta diventando pericolosa per la salute degli operatori e determinando seri rischi anche per la tenuta della qualità assistenziale offerta ai cittadini. In tutte le Unità operative dei presidi ospedalieri di Pontedera e Volterra, il personale infermieristico è costretto a turni di lavoro massacranti», dice Carbocci.

Ci sono state turnazioni - denuncia il sindacato - in cui gli infermieri sono stati costretti a fare fino a 17 giorni di servizio consecutivo senza poter godere di una giornata di vero riposo. Ci sono infermieri che hanno cumuli di ferie arretrate che arrivano a 60/70 con punte di 100 giorni, per non contare le ore di straordinario accumulate che in molti casi superano le 60.

«Ci sono reparti come l’Spdc e la Medicina del Lotti - sostiene ancora il Nursind - in cui gli infermieri vengono costretti a rientrare in servizio nel loro giorno di riposo per coprire il turno del personale Oss che è insufficiente. E ancora: ci sono infermieri che vengono spostati dai loro reparti per essere mandati a coprire le assenze in altri. Nei giorni scorsi colleghi del Pronto Soccorso sono stati spostati in medicina e, sempre in Medicina, infermieri dell’Spdc hanno dovuto andare da Pisa a Pontedera, in barba alla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro».

Sono accuse precise quelle del Nursind: «Si immagini il caso di un incendio con il personale che non sa dove si chiude l’ossigeno o dove sono le scale, i presìdi antincendio e i luoghi sicuri dove spostare i malati allettati. Se negli ospedali la situazione è critica, drammatica diventa quella sul territorio. Gli infermieri dell’assistenza territoriale sono ridotti all’osso e con un carico di lavoro che aumenta sempre di più. Di recente il distretto di Vecchiano è stato chiuso per alcuni giorni a causa della mancanza di personale».

In tale contesto Carbocci fa un’ulteriore considerazione: «Un anno fa si premiava il direttore del coordinamento infermieristico e ostetrico con uno “scatto” di carriera e un aumento di stipendio annuo di oltre 17.500 euro. Il Nursind disse che la promozione era il frutto del risparmio garantito dalla mancata assunzione di personale infermieristico e Oss. Oggi questi nodi vengono al pettine».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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