Il Tirreno

Pontedera

Rischio d’emergenza sanitaria nei campi abusivi dei rom

di Sabrina Chiellini

Il prefetto sollecita il Comune a intervenire a Navacchio dove la situazione è stata monitorata con ripetuti sopralluoghi delle forze di polizia, dell’Arpat e dei vigili del fuoco. Rifiuti e degrado

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NAVACCHIO. Tra rifiuti di ogni genere, pneumatici abbandonati e vecchie batterie per auto smontate per recuperare materiali ancora utilizzati vivono adulti e bambini. In una condizioni igienico e sanitaria piuttosto precaria. A due passi dalla superstrada Firenze-Pisa-Livorno, all’altezza di Navacchio. Questi insediamenti abusivi rappresentano un pericolo.

La prefettura di Pisa, dopo avere affrontato nei mesi scorsi il problema anche in sede di comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, ha richiesto tutta una serie di verifiche che sono servite a fotografare in maniera puntuale la situazione. Sono quindi entrati in campo, dopo che i campi abusivi erano stati già più volte controllati dalle forze di polizia e dalla stessa polizia municipale, anche l’Asl, l’Arpat e i vigili del fuoco. Quello che era già noto e di cui si parla da tempo ora è scritto nero su bianco.

Nelle relazioni che gli organismi coinvolti hanno sottoscritto e inviato alla prefettura. Questi campi sono a rischio. Sono emersi problemi di carattere igienico sanitario e di sicurezza che riguardano soprattutto le persone che vi alloggiano e tra loro, come si può vedere passando dalla superstrada, ci sono alcuni bambini.

Cosa fare? La prefettura da tempo ha sollecitato l’amministrazione comunale a fare la sua parte e anche recentemente, ora che il quadro conoscitivo è aggiornato, la prefettura ha invitato il Comune di Cascina ad adottare i provvedimenti necessari a risolvere questa situazione e soprattutto a limitare le situazioni a rischio. Nella piccola area occupata in maniera abusiva sono state collocate due casette mobili, alcune roulotte, un furgone e un camper, tutti in condizioni igieniche precarie. Nel campo non c’è acqua potabile, non ci sono impianti elettrici e neppure servizi igienici. Ci sono bombole di Gpl, rifiuti urbani speciali in quantità difficili da controllare. In caso di incendio di questi materiali, oltre ai rischi per l’inquinamento, se ne verrebbero a creare altri, legati alla vicinanza della strada di grande comunicazione che sarebbe invasa dal fumo. Per non parlare dei pericoli a cui sono esposti i bambini ogni giorno: un pallone potrebbe finire lungo la strada e, nella peggiore delle ipotesi, un bambino potrebbe avventurarsi tra le auto.

L’insediamento abusivo è stato dunque monitorato, politica e forze di polizia, oltre all’Asl, all’Arpat e ai vigili del fuoco, conoscono la situazione. Il primo intervento necessario e che è stato sollecitato dall’Arpat riguarda la grande quantità di rifiuti che sono stati gettati nel campo e nelle aree vicine, compresi i fossati intorno all’insediamento abusivo.

Questo è. Se dovessero verificarsi situazioni gravi, non si dica che è un fulmine a ciel sereno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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