Gioco
Preso di mira dai ladri il fotografo artista
Pontedera, rubata l’attrezzatura professionale di Riccardo Bartolotti, in viale Italia: «Chi l’ha fatto non mi conosce, altrimenti avrebbe lasciato un’offerta»
PONTEDERA. Il suo negozietto è incastonato in uno degli angoli più ricchi di storia della città. Viale Italia. quartiere Fuori del Ponte. Case popolari, donne e uomini abituati a darsi da fare: piangersi addosso è una tendenza che da queste parti non ha mai attecchito. La lingua d’asfalto che conduce da una parte al centro, attraverso il Ponte napoleonico, e dell'altra al cuore pulsante di Fuori del Ponte, nei pressi del centro commerciale Panorama, ospita ai lati una serie di attività commerciali. Molte delle quali hanno origini lontane nel tempo.
Da 19 anni, al civico 32, Riccardo Bartolotti si diverte a scattare e rielaborare fotografie. Lo fa dentro a un fondo di pochi metri quadrati, allestito come un laboratorio in miniatura. Spettinato, senza peli sulla lingua, chiacchierone. Riccardo ha due grandi passioni: la musica e la fotografia. La prima ha rischiato di trasformarsi nel suo mestiere, ma poi «sono arrivato alla porta del successo e l’ho richiusa, non ho ancora capito bene perché», spiega spalancando i suoi occhi azzurri Riccardo, che abbandonato il sogno di vivere di canzoni ha dato libero sfogo all’altro suo grande amore. Che ora però rischia seriamente di spezzarsi a causa di un furto. Anzi, qualcosa di più di un semplice furto: perché a Riccardo è come se avessero sottratto un pezzo di vita. «Sono entrati giovedì notte dall’unica finestra, minuscola, che ho nel bagno. Mi hanno rubato la macchina fotografica e la borsa con gli obbiettivi. Era tutto quello che avevo, con quegli strumenti lavoravo, ma soprattutto mi divertivo».
Svagarsi. Senza guardare l’incasso. È questo che fa il fotografo di Fuori del Ponte: «Sono due giorni che chiudo senza aver incassato un euro, guadagno soltanto con qualche foto elaborata al computer e con le fototessera. Ma non mi importa, io nel tempo libero mi metto al computer e compongo musica». Riccardo è un uomo buono, tanto da non provare particolare rancore nei confronti di chi ha invaso il suo spicchio di paradiso portandondone via l'anima e il significato: «Il ladro non sa chi sono. Se lo avesse saputo non sarebbe venuto a rubare, ma avrebbe lasciato qualche soldo sotto la porta».
Ci ride su l’ex chitarrista e cantante dei Capitolo 6, gruppo musicale che - racconta Riccardo - «nel 1971 è andato davvero vicino a consacrarsi definitivamente a livello nazionale». Poi la partenza per il servizio di leva militare, lo scioglimento della band, qualche altro tentativo non fortunato da musicista e, nel 1979, l’assunzione come autista per il Corriere Arno. «Servivo imprenditori del Valdarno - ricorda il commerciante di viale Italia - e nel tempo libero tornavo da loro per realizzare immagini pubblicitarie. Gli affari andavano bene, tanto che nel 1992 mi licenziai da autista e investii tutta la liquidazione in attrezzature fotografiche. Da quando ho aperto il negozio però la situazione è precipitata». Riccardo la crisi del settore l’ha combattuta col sorriso. Imparando a vivere con poco. Ora a causa dell'inciviltà di qualcuno non c’è più neppure quel "poco". Quando si dice: al peggio non c'è mai fine.
Ma Riccardo non si arrende. «Ho chiesto in prestito una macchina fotografica a mio figlio, anche se non ho obbiettivi, almeno posso scattare. Del futuro non ho paura - dice Bartolotti prima di tornare al suo computer - perché io sono un artista e chi è artista non smetterà mai di esserlo. Qualsiasi cosa accada».
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