Sicurezza
Tensione all’assemblea Arrivano i carabinieri
Duro faccia a faccia tra il sindaco e un gruppo di cittadini
CASCINA. «Ora vi spiego come si vince un appalto». Un po' sembra provocare, un po' fa sul serio mentre spiega come lavora. «Sono tre mesi che ho vinto una gara per portare i profughi in un albergo a Livorno. Io punto sui servizi, corsi di italiano e altre attività».
Un business come altri? L'imprenditore Cesare Merciai è l'uomo che ha portato a Cascina 32 migranti. Non si nasconde davanti a chi gli contesta i risultati avuti in precedenti esperienze. Spiega ad una platea agitata come fa a vincere tanti appalti, in varie province, per accogliere profughi. Ha ottenuto l'ok della prefettura che ha detto sì al progetto di accoglienza che ha visto trasformare un agriturismo in piena campagna - c'è anche chi lo aveva prenotato come location per feste e si è ritrovato con una improvvisa disdetta - in un centro per profughi, in un paese che conta alcune centinaia di anime. La mancanza di informazioni preventive, la campagna elettorale per le ormai imminenti elezioni amministrative, un certo malcontento che nemmeno i risultati delle primarie del Pd, che confermano Alessio Antonelli in sella per restare alla guida del Comune, sono riusciti ad attenuare in certi paesi del secondo comune per abitanti della provincia di Pisa il clima di un'assemblea organizzata al circolo di Santo Stefano a Macerata.
I cittadini vogliono capire come mai da un giorno all'altro nella frazione da un bus della Croce Rossa sono scesi 32 migranti richiedenti asilo. L'immobile ha le autorizzazioni? Molti dicono no. Così sindaco e assessore, Alessandro Ribechini, dopo avere avuto la garanzia di un confronto sereno, si ritrovano in mezzo a cittadini infuriati per come è stato gestita l'accoglienza.
«Non mi aspettavo una simile reazione - dirà alla fine Ribechini - e sono stato calmo. Non è piacevole vedere qualcuno che ti viene sul viso a cercare la provocazione...».
Nel salone "Dancing futura", la sera di martedì, sembra di stare nello studio di una di quelle trasmissioni televisive dove tutti urlano e non si capisce niente. Sindaco e assessore in certi momenti con le mani si coprono la testa come per dire: vabbè fate e dite quello che vi pare. Sono lì davanti a tanti cittadini e non riescono a tenere la parola, a concludere un ragionamento. I residenti (alcuni sono già stati a protestare sotto casa del sindaco) contestano ogni loro frase.
In sintesi: il primo cittadino dice di avere detto sì all'accoglienza diffusa dei profughi e di non avere saputo altro. Scarica ogni responsabilità sulla prefettura di Pisa. A Cascina, insomma, si può trasformare un agriturismo in un centro per migranti e passare inosservati agli uffici comunali, così pare. Tutto avviene su autocertificazioni, le verifiche sono successive: è questo il concetto spiegato a più riprese. Poi il primo cittadino, che conferma le sue posizioni sull'accoglienza, ammette che non si aspettava l'arrivo in tempi così brevi dei migranti. «Certo, speravi che arrivassero dopo le elezioni», gli urlano i cittadini che pure si accapigliano tra loro, oltre che protestare con gli amministratori, tanto che alla fine qualcuno richiede l'intervento dei carabinieri. La presenza delle divise serve a stemperare gli animi.
A pensarci bene, l'avere assegnato in fretta e furia l'ok alla gestione di 32 migranti a Cascina dove si vota all'inizio di giugno potrebbe apparire un regalo elettorale alla Lega e al centrodestra. Ma chi si trova ad occuparsi dell'emergenza umanitaria spiega che le logiche sono altre. Insomma, alla fine le posizioni restano le stesse. I residenti non vogliono il gruppo dei 32 migranti ma un numero più ridotto, sul modello dell'accoglienza diffusa.
Una cittadina racconta di essersi trovata di fronte a un giovane - c’era anche una bambina - che faceva i propri bisogni davanti alle persone, in un campo.
«Noi non sapevamo, il prefetto ha deciso così, non possiamo farci niente. Il problema migranti c'è e va affrontato», dice più volte il sindaco che non riesce ad andare oltre allo stesso concetto, interrotto dai cittadini. Insomma, una serata di voci che si sovrappongono, con la partecipazione di alcuni candidati a sindaco, e nessun passo in avanti tra posizioni lontane anni luce.
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