Il Tirreno

Pontedera

Aziende al buio, anzi no Disagi in zona industriale

Aziende al buio, anzi no Disagi in zona industriale

Gli imprenditori si erano attrezzati per far fronte alla mancanza di corrente ma l’Enel ha rinviato l’intervento a causa di un guasto: fioccano le proteste

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PONTEDERA. L’Enel pianifica un intervento nella zona industriale di viale Africa, le imprese si attrezzano per l’annunciata mancanza di energia elettrica (chi fa rimanere a casa i dipendenti, chi noleggia un gruppo di continuità), ma le operazioni sulla rete vengono annullate e scoppiano le proteste.

È quanto accaduto ieri con un tam tam di lamentele (e successive spiegazioni) per i disagi dopo che i tecnici della società elettrica hanno annunciato che i lavori saranno fatti in una data da definire.

Nei giorni scorsi Enel aveva comunicato agli utenti che, a causa di lavori urgenti, avrebbe staccato la luce dalle 8,30 alle 14,30 in viale Africa, viale America e via Bachir. Lo aveva fatto tramite l’affissione dei consueti manifesti informativi.

«Per fare questo genere di operazioni - dice Enel - si isola la cabina principale, ma si ha bisogno di una cabina di riserva per alimentare le utenze della zona che non sono interessate dall’intervento. Il problema è sorto per un guasto in contemporanea alla cabina di riserva».

«Io intanto ho perso l’incasso della giornata - spiega Stefano Del Rosso, del bar ristorante Scalo 13 in viale Africa - perché lavoro prevalentemente con i pasti della pausa pranzo. Ma, sapendo che sarebbe mancata la luce nella mattina, ho detto ai dipendenti di rimanere a casa. Ho tenuto aperto solo fino alle 9. Poi, vedendo che la luce non veniva tolta, mi sono insospettito e sono andato a chiedere facendo la scoperta di aver previsto questa giornata di stop inutilmente».

Sulla stessa barca i responsabili di Granducato Arredi. «Avevamo detto ai dipendenti di venire a lavorare direttamente il pomeriggio - sottolineano in azienda - perché sarebbe stato inutile la loro presenza, vista la mancanza di luce. Invece anche noi ci siamo accorti che l’elettricità non è stata staccata. Ma ormai era inutile tornare indietro e provare a far ripartire la produzione. E dire che siamo in un periodo di consegne e di ultimazione di numerose lavorazioni. Buttare via così una mattina di lavoro è assurdo».

Chi, invece, si era attrezzato per lavorare comunque è la cooperativa Asse Group, che realizza assemblaggio e lucidatura per componenti destinati all’automotive.

«Avevamo noleggiato un gruppo di continuità - spiegano dagli uffici della cooperativa - perché siamo in un periodo di consegne e non volevamo fermare la produzione. Peccato, però, sia stato tutto inutile. In concreto non ci è cambiato niente. Ma il noleggio del gruppo di continuità ha costi abbastanza ingenti, circa duemila euro. E, oltre ad aver speso soldi in questa circostanza, dovremo spenderne di nuovo nella giornata in cui saranno effettuati i lavori».

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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