Sicurezza
Il futuro della chirurgia vertebrale
Il dottor Giuseppe Calvosa, primario a Volterra, presiede il congresso nazionale che si tiene a Firenze
VOLTERRA. Il dottor Giuseppe Calvosa, primario a Volterra, presiederà da domani al 7 maggio il congresso nazionale della Società italiana di chirurgia vertebrale (Sicv) e Gruppo italiano scoliosi (Gis) (www.sicvgis.it).
All’appuntamento, che si tiene a Firenze al Palazzo dei Congressi, parteciperanno oltre 500 tra neurochirurghi, neurochirurghi ed ortopedici. Sarà fatto il punto sullo stato dell'arte in chirurgia vertebrale, verrà messo in primo piano il ruolo della ricerca e delle tecnologie e si rafforzeranno le collaborazioni tra chirurghi e bioingegneri.
Per la prima volta il congresso ha due presidenti: uno di formazione neurochirurgica (Giancarlo Guizzardi) e l'altro di formazione ortopedica (Giuseppe Calvosa). La presidenza onoraria è affidata al professor Alessandro Faldini, uno dei soci fondatori e promotori della società scientifica a Pisa nel 1977.
La tre giorni congressuale, caratterizzata da un ampio numero di relazioni che affronteranno le tematiche connesse alla chirurgia vertebrale, si aprirà con una tavola rotonda dedicata ai problemi medico legali che interessano la specialità. Ampio spazio sarà riservato alla discussione dei casi clinici a cui parteciperanno attivamente alcuni importanti chirurghi spinali europei. Si dibatterà, poi, a proposito dell’innovazione tecnologica in chirurgia vertebrale nel nostro Paese, la cui diffusione a livello nazionale si presenta a macchia di leopardo, ma che vede la Toscana in prima linea nella ricerca e nell’utilizzo clinico di tecnologie avanzate.
A concludere il congresso sabato alle 9.40 sarà il professor Paolo Dario, direttore dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, pioniere della robotica medica ed esperto riconosciuto a livello internazionale. Dario terrà una relazione sulle prospettive nella chirurgia vertebrale e nella robotica.
Al congresso il dottor Calvosa, direttore dell'unità operativa di ortopedia degli Spedali Riuniti Santa Maria Maddalena di Volterra, presenterà i cambiamenti avvenuti negli ultimi anni per quanto riguarda gli approcci terapeutici in chirurgia spinale e prospetterà gli orientamenti futuri: «Le aspettative di questa chirurgia sono sempre maggiori sia per la richiesta dei pazienti, sia per la scarsa attenzione da parte di noi chirurghi nel presentare l'intervento senza far nascere aspettative eccessive nei risultati. Oggi i moderni approcci alla chirurgia vertebrale prevedono un bisogno sempre maggiore di mininvasività e con interventi minimali o addirittura percutanei risulta complesso ottenere risultati ottimali e duraturi».
Quanto all'utilizzo di tecnologie avanzate, come la navigazione assistita dal computer, «la neuronavigazione vertebrale ha una indicazione elettiva per i casi più difficili, a partire da deformità congenite come la scoliosi, per i traumi vertebrali e del distretto dorsale, oltre che per i tumori. Personalmente ne ho potuto constatare l'assoluta validità in termini di stabilizzazione e decompressione neurologica nei reinterventi, in cui le alterazioni dell'anatomia e le grandi aree di cicatrizzazione e di artrodesi vengono facilmente smascherate da questa nuova tecnologia, e di conseguenza gestite più facilmente».
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