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Ancora in coma il genitore caduto nella scuola

Ancora in coma il genitore caduto nella scuola

Santa Croce sull'Arno: vanno avanti le indagini per accertare eventuali responsabilità penali rispetto all’infortunio del volontario. Chiesti chiarimenti alla dirigente scolastica

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SANTA CROCE SULL’ARNO. È stata aperta un’inchiesta per accertare le eventuali responsabilità penali sull’infortunio sul lavoro che ha visto coinvolto il padre di una alunna di una scuola di Santa Croce sull’Arno, un operaio disoccupato di 42 anni.

La scuola, ormai da diversi anni, ha aderito al progetto che si svolge in ambito nazionale “Non ti scordar di me”, promosso da Legambiente e che serve non tanto a realizzare interventi di manutenzione che non vengono eseguiti di volta in volta dagli enti proprietari degli edifici quanto a rafforzare il rapporto tra scuola e famiglie con il coinvolgimento degli alunni stessi. Il genitore, che è ancora in coma, ricoverato all’ospedale di Cisanello nel reparto di rianimazione, aveva aderito con passione insieme ad altri genitori dell’istituto comprensivo Giovanni Pascoli di Santa Croce sull’Arno all’iniziativa, approvata dal consiglio di istituto e che aveva superato tutte le autorizzazioni necessarie. L’uomo è padre di un’alunna delle elementari e di altri due bambini che frequentano lo stesso istituto.

Venerdì pomeriggio, con altri genitori, stava tinteggiando i bagni. I genitori avevano chiesto in precedenza di imbiancare due aule ma non avevano ricevuto le autorizzazioni in quanto dovevano lavorare in altezza. L’intervento è stato quindi programmato nei bagni, sempre ad altezze inferiori e con il divieto di usare scalei. Qualcosa è andato storto. Il genitore dopo essere caduto ha riportato gravi traumi alla testa. È stato sottoposto a un intervento chirurgico e da quel momento le sue condizioni sono stazionarie ma sempre molto gravi. Delle indagini che saranno utili a capire se l’operaio-volontario stava lavorando in sicurezza e se erano state rispettate le normative per evitare incidenti si occupano gli operatori della Medicina del lavoro dell’Asl.

Alla dirigente scolastica dell’istituto, Daniela Di Vita, la prima a dover rispondere dell’infortunio come succede per il datore di lavoro, è stato richiesto di fornire la documentazione relativa al progetto e agli aspetti della sicurezza.

La preside dell’istituto (tra l’altro ha avuto questo incarico come reggente, in via temporanea) ha spiegato che c’è una polizza che prevede una copertura per eventuali incidenti provocati «da progetti e attività regolarmente messi in atto dagli organi scolastici». Ma restano da verificare gli aspetti legati alle responsabilità penali che potrebbero chiamare in causa anche il responsabile della sicurezza. Tra l’altro l’uomo non è caduto da una scala, come detto inizialmente, ma da un carrello che era in uso alla mensa e che non avrebbe dovuto essere usato come scala.

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