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santa croce: i 5 stelle accusano la giunta

Amianto nell’ex Gozzini, ritardi e polemiche

SANTA CROCE. I tempi annunciati a dicembre parlavano di un intervento da eseguire «entro marzo 2016 o comunque prima della prossima asta per la vendita del complesso». Erano i tempi annunciati dal...

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SANTA CROCE. I tempi annunciati a dicembre parlavano di un intervento da eseguire «entro marzo 2016 o comunque prima della prossima asta per la vendita del complesso». Erano i tempi annunciati dal sindaco Giulia Deidda per la prima tranche di rimozione dell'amianto alle ex officine Gozzini: in tutto 3mila metri quadri di eternit (su un totale di 16mila) collocato a pochi metri dalle abitazioni.

Adesso, con l'inizio di maggio, il movimento 5 Stelle di Santa Croce torna a puntare il dito sulla questione, non solo per denunciare il ritardo nell'esecuzione dei lavori, ma soprattutto «per la mancanza di un cronoprogramma dai tempi certi». «Secondo quanto previsto dalla perizia tecnica del 2014 - ricordano i 5 Stelle - commissionata dall'amministrazione allo studio Ingenia srl, i cui risultati furono avvallati anche dall'Asl, tutte le coperture in amianto della ex Gozzini sono pericolose per la salute, per cui se ne prevedeva la rimozione in tre fasi». Da qui l'annuncio di una prima tranche d'intervento, relativa alle coperture più vicine alle abitazioni, sostenuta anche in bilancio con una stanziamento di 70mila euro. «Tuttavia - lamentano gli esponenti 5 Stelle - alla richiesta della Asl di un cronoprogramma col quale dovevano essere calendarizzate le tre fasi, l'amministrazione comunale, dopo aver provveduto a rimuovere le poche lastre cadute a terra, ha risposto fornendo uno "pseudo programma" che contiene solo la previsione della prima fase di bonifica, quella tanto annunciata che i cittadini dell'area, a questo punto, speravano fosse già realizzata».

Da qui la critica anche nei confronti della stessa Asl, per aver «tacitamente approvato il programma inviato dal sindaco senza nulla eccepire. Come avviene per l'analisi della sicurezza sui luoghi di lavoro - aggiungono - un cronoprogramma si effettua per datare le fasi di lavoro, mentre nel documento presentato si prevede solo la prima fase rimandando tutto il resto a data da definire. Con questo modo di procedere potrebbero passare altri anni senza che niente sia stato fatto. Auspichiamo quindi che i cittadini non si accontentino di qualche passo in avanti e che facciano sentire la loro voce». (g.p.)

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