Il Tirreno

Pontedera

Il prefetto richiama il Comune di Montopoli

«L’accesso agli atti non può essere negato ai consiglieri». La polemica è nata per il caso Conad

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MONTOPOLI. Un consiglio comunale a ranghi ridotti quello che venerdì sera ha affrontato la delicata questione Conad, fra le accuse di irregolarità mosse dalle opposizioni e il sindaco Giovanni Capecchi chiamato, da solo, a difendere il progetto di ampliamento e il permesso di costruire rilasciato a fine 2015. A fare notizia, però, sono stati soprattutto i tanti vuoti nei banchi della maggioranza: a cominciare dal vicesindaco Linda Vanni e dall'assessore Cristina Scali, insieme ad alcuni consiglieri comunali tra cui la capogruppo Chiara Cristiani e il segretario Fabio Bartoli, con altri esponenti della giunta in continuo via vai fuori e dentro la sala consiliare. Unica assenza giustificata quella della consigliera Moira Moscillo. Il tutto per una questione, quella del discusso ampliamento di Conad, arrivato in discussione attraverso due interrogazioni presentate da Progetto Insieme e movimento Cinque Stelle, che hanno denunciato presunte anomalie nell'iter per la realizzazione del grande "volume tecnico" a fianco del magazzino.

Anomalie rafforzate, secondo il capogruppo di Progetto Insieme Damiano Carli, anche «dall'atteggiamento tenuto dal Comune nei confronti della nostra richiesta di accesso agli atti». Carli ha mostrato una lettera con cui il prefetto, rispondendo a un quesito posto dal Comune, scrive a tutte le amministrazioni della provincia ricordando che "il diritto di accesso agli atti, riconosciuto ai consiglieri, è strettamente funzionale all'esercizio del mandato" e che pertanto "non può essere opposto alcun diniego".

All'origine di tutto c'è una richiesta di accesso avanzata da Progetto Insieme, di cui il segretario comunale ha scelto di investire la stessa prefettura, lamentando che «tale accesso - scrive il segretario - potrebbe comportare notevoli pregiudizi per l'ente collegati a possibili richieste di risarcimento danni». A questo si sono aggiunte le perplessità dei Cinque Stelle in merito all'ormai noto "volume tecnico", la cui classificazione come tale è stata contestata anche dal partito e dall’ex sindaco Vivaldi.

«Il tutto con un'autorizzazione a costruire che è stata stranamente molto veloce», ha detto Luca Potì dei Cinque Stelle.

Il sindaco Giovanni Capecchi ha ribadito che «l'autorizzazione non poteva essere in alcun modo oggetto di discussione», e che la classificazione come "volume tecnico" «è stata data dagli uffici in base alla normativa».

Giacomo Pelfer

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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