Finanza
Quando Krstic sequestrò e picchiò la mamma
Già nel 2008, al suo arrivo a Pontedera, il serbo in carcere per la morte della bimba di tre anni si rese autore di maltrattamenti all’ex convivente
PONTEDERA. Si chiama paura quel velo di silenzio che copre le violenze subite dalle donne entrate nella vita di Tonino Krstic. La brutalità che c’è nel gesto di un uomo che strappa i capelli alla bimba quando piange, tanto che la madre l’aveva rasata per non fare vedere le chiazze bianche che le lasciava sulla testa, si ritrova nei sentimenti che lui da ragazzo nutriva verso sua madre.
Era il 2008 e il nucleo familiare serbo era appena arrivato a Pontedera, in un casa vicino alla stazione dove lo aveva collocato un’associazione di Cecina. Inizialmente la famiglia era inserita nei percorsi di accoglienza della Regione. Ma gli uomini Krstic erano rimasti coinvolti in gravi reati e gli aiuti erano stati interrotti. Così gli assistenti sociali sono usciti dalla scena di questa famiglia.
La prima a subire la furia di Tonino fu la madre, vittima di gravi violenze quando si era allontanata da casa per allacciare una relazione con un altro uomo a Peccioli. Lei raccontò ai carabinieri che il marito e il figlio l’avevano picchiata e sequestrata per riportarla a casa. Per punirla del tradimento le avevano rasato i capelli.
Tonino Krstic aveva una relazione con una donna di Montopoli Valdarno. Da lei ebbe un figlio ma la storia era un inferno. La donna lo denunciò perché la minacciava di morte, la offendeva: «Sei una zozza». Quando l’ex convivente era al quinto mese di gravidanza, dopo averla schiaffeggiata, le aveva lanciato un attrezzo da ginnastica. Le aveva anche gettato olio e aceto sul corpo, minacciando di punirla in maniera più severa se fosse uscita. «Oggi andrò in carcere e non rimarrete vivi», una delle minacce. I carabinieri di Peccioli lo avevano denunciato per i maltrattamenti sulla madre in concorso con il padre.
Per questa storia, unita alla denuncia per maltrattamenti sulla ex convivente, l’uomo è stato condannato nel 2011 a un anno e sei mesi di reclusione. Per non parlare di altri reati per cui è stato denunciato o arrestato più volte per rapina, furti di rame, lesioni, guida senza patente, possesso ingiustificato di arnesi da scasso.
Anche quando è stato in carcere è rimasto coinvolto in risse e litigi: a Livorno nel marzo 2011 mandò due compagni di cella all’ospedale dopo averli presi a bastonate. Nel 2012 con detenuti di etnia slava affrontò alcuni africani: alla fine rimase ferita una guardia penitenziaria. Un potenziale di violenze che travolge - lo dicono i precedenti - chi vive o frequenta Krstic.
Sabrina Chiellini
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