Il Tirreno

Pontedera

«Non basta offrire cibo Importanti anche il dialogo e l’ascolto»

PONTEDERA. «Aiutare le famiglie in difficoltà non è soltanto dare loro un pacco di pasta o di latte. Anzi, spesso non è neppure necessario. Chi si rivolge a noi ha bisogno di essere ascoltato e...

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PONTEDERA. «Aiutare le famiglie in difficoltà non è soltanto dare loro un pacco di pasta o di latte. Anzi, spesso non è neppure necessario. Chi si rivolge a noi ha bisogno di essere ascoltato e incoraggiato. Negli ultimi anni il numero di indigenti è aumentato drasticamente, così come si è impennato il numero di famiglie italiane bisognose».

A parlare è Fabio Cipolla, presidente dell'associazione Assemblea Apostolica , che opera negli spazi della chiesa evangelica Fonte di Vita, in viale Rinaldo Piaggio. Una realtà presente a Pontedera da sedici anni, abituata ad avere a che fare con situazioni delicate. «Il nostro è un sostegno a tutto tondo, che tocca ogni aspetto dell'aiuto verso gli altri. Partecipiamo alla raccolta alimentare che si svolge due volte all'anno e insieme ad altre associazioni provvediamo a distribuire il cibo alle persone che non possono permetterselo». Salsa di pomodoro, latte, pasta biscotti donati a mamme e babbi che non riescono a trovare lavoro, o che da pochi mesi sono diventati disoccupati. E poi c'è il sostegno psicologico, un aspetto che Cipolla tiene particolarmente a sottolineare: «C'è chi non ha neppure l'auto e ha bisogno di un passaggio, così ci attiviamo per accompagnarlo dove desidera. Oppure alcuni li invitiamo a prendersi un caffè nella nostra sede, semplicemente per fare due chiacchiere. L'ostacolo più grande da superare per molti è la vergogna che provano nel chiedere aiuto. Per questo è necessario creare un clima familiare all'interno della nostra associazione, anche attraverso pranzi e cene che organizziamo per i bisognosi soprattutto in occasione delle festività. Molto probabilmente organizzeremo anche il pranzo del primo maggio». E se fino a qualche anno fa a rivolgersi a Fonte di Vita erano soprattutto stranieri, negli ultimi tempi sono in netto aumento gli indigenti italiani: «Pochi giorni fa siamo andati a portare alcuni scatoloni di cibo a una famiglia a pochi metri dalla nostra sede e quando ci hanno accolto abbiamo scoperto che erano italiani», racconta Cipolla, che conclude con un dato allarmante: «Abbiamo trenta persone in più da seguire rispetto alla stesso periodo del 2015. Di queste, ventotto sono italiane. L'apparenza spesso inganna e nasconde situazioni critiche, i soggetti in stato di povertà possono essere anche sul nostro pianerottolo, ma per vergogna, magari, fingono che tutto vada bene». (t.s.)

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