Il Tirreno

Pontedera

In arrivo altri quindici migranti a Pisa

Sono attesi nel fine settimana: non verranno inviati nelle strutture della provincia, resteranno nel capoluogo

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PONTEDERA. La provincia non si sottrae all’accoglienza dei migranti. I sindaci in più occasioni hanno ribadito la propria disponibilità ad accogliere stranieri richiedenti asilo. Vinta la diffidenza iniziale, la quasi totalità delle amministrazioni comunali della provincia di Pisa si è adeguata a quanto avviene a livello nazionale, confermando la linea dell’accoglienza diffusa, dei progetti per ospitare piccoli nuclei anche se poi a Cascina, come dimostra la storia della Tinaia, ne sono arrivati trentadue in una sola volta.

Il progetto di un insediamento così numeroso prospettato per Santa Croce sull’Arno era naufragato dopo le proteste dei cittadini e della stessa sindaca della cittadina del Comprensorio del cuoi. Al momento Cascina, che è il secondo comune della provincia per numero d’abitanti, accoglie 70 migranti, uno in meno del capoluogo. I piccoli comuni come Casale Marittimo, Castelnuovo Valdicecina, Chianni, Montecatini Valdicecina, Montescudaio, Orciano Pisano e Santa Maria a Monte non hanno profughi. In un contesto in cui l’arrivo di migranti è costante nel tempo e in un aumento nei numeri, la prefettura di Pisa, su richiesta del ministero dell'Interno - Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione - è ancora alla ricerca di luoghi per l’accoglienza. L’Unione Valdera ha cercato la collaborazione dei privati e preso in affitto, sempre con la collaborazione di associazioni, appartamenti a Bientina, Buti, Fornacette, Capannoli e in altri centri. Ci sono poi gli interventi della Società della salute pisana e delle cooperative come Arnera di Pontedera e della Società della salute del Valdarno inferiore, della cooperativa La Pietra d’Angolo, delle parrocchie (come a Calci), della Croce Rossa, di Agape, So&Co, Paim.

Ormai anche associazioni che operano su tutto il territorio nazionale si sono avvicinate alla provincia di Pisa, seguendo le richieste dei bandi pubblicati, da quando è iniziata l’emergenza, dalla prefettura. Gare che sono finalizzate all' individuazione di più operatori economici ai quali affidare il servizio di prima accoglienza di cittadini stranieri. Possono partecipare associazioni, fondazioni, enti ecclesiastici, enti pubblici e privati sociali che abbiano nei propri fini istituzionali le operazioni in un settore di intervento pertinente con l’accoglienza. Per ogni straniero richiedente protezione internazionale nel territorio, l’importo di rimborso previsto per il servizio di accoglienza è di trentacinque euro al giorno. La gestione del servizio comprende la messa a disposizione di vitto e alloggio, la gestione amministrativa degli ospiti, l’assistenza generica alla persona compresa la mediazione linguistica, l’informazione normativa, il primo orientamento e assistenza alla formalizzazione della richiesta di protezione internazionale, l’assistenza sanitaria da effettuarsi presso i presidi sanitari territoriali, il servizio di pulizia e igiene ambientale, la raccolta dei rifiuti, la lavanderia, la fornitura di biancheria e abbigliamento adeguato alla stagione, prodotti per l’igiene, un piccolo contributo giornaliero di due euro e mezzo per ogni straniero e una tessera telefonica con 15 euro di credito.

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