Sicurezza
Il nuovo fronte dell’accoglienza, in campagna
L’agriturismo diventa un centro per profughi «Abbiamo solo dato in affitto la struttura»
CASCINA. «La struttura è buona, ma siamo in mezzo alla campagna e non ci sono mezzi di trasporto». I trentadue migranti di varie nazionalità, arrivati da poche ore nel verde di Santo Stefano a Macerata, a due passi dall’osservatorio Virgo, di dimostrano piuttosto spaesati.
Si guardano intorno, cercano di capire dove sono “sbarcati”. Sono quasi tutti in Italia da molti mesi e vivevano in strutture vicino a Pisa, arrivano in prevalenza da Nigeria, Senegal, Ghana, Mali, Liberia, Guinea. Sono arrivati a Cascina con un bus della Croce Rossa. Per prima cosa, dopo l’arrivo nell’agriturismo La Tinaia, hanno cercato di capire cosa c’era intorno. Ieri uno di loro, intenzionato a raggiungere Pisa a piedi, è stato fermato lungo la superstrada. Gli abitanti della frazione di Santo Stefano a Macerata non sapevano che avrebbero avuto 32 nuovi vicini di casa e quindi sono sul piede di guerra. Hanno protestato col sindaco, Alessio Antonelli, sono andati in municipio per capire chi aveva concesso le autorizzazioni all’agriturismo che è stato trasformato in centro accoglienza. Insomma, in un giorno si è alzato un gran polverone su una vicenda ancora tutta da chiarire. Formalmente la prefettura ha seguito le procedure del bando per l’accoglienza assegnando l’incarico alla società Gestione Immobili srl, che fa riferimento a Cesare Merciai. Un cognome già noto per quanto riguarda il business dei migranti. La famiglia Merciai insieme alla cooperativa Xenia e a Mauro Andreini, della provincia di Grosseto, ha gestito tanti spazi destinati all’accoglienza dei profughi.
Ora questo modello, anche se con persone diverse, è stato portato a Cascina. L’agriturismo con cinque appartamenti è stato trasformato in una specie di centro di accoglienza profughi da usare ogni volta che ci sarà un’emergenza.
«Abbiamo un contratto di affitto di sei mesi - dice la figlia della titolare dell’agriturismo, Chiara Sarra - la prefettura ci ha chiesto espressamente di non parlare di questo progetto di accoglienza. Noi siamo stati contattati da Merciai e abbiano accolto la sua proposta». Fino a poche settimane fa la Tinaia era una location per matrimoni ed eventi. I lavori edili sono stati autorizzati dal Comune che quindi era a conoscenza dell’arrivo dei migranti. Anche ieri gli operai erano al lavoro per completare la struttura e per installare il collegamento internet, prima richiesta dei migranti. «Capisco che tutti vorrebbero vivere nel centro della città - aggiunge Sarra - ma la nostra è una struttura moderna che offre il massimo. Comprendo il disappunto di chi abita nel paese ma non abbiamo fatto le cose di nascosto. Comune e prefettura sapevano. Noi abbiamo dato l’immobile in affitto come si può fare con una casa. Anche loro, i migranti, sono un po’ spaventati dalle reazioni della gente, c’è nervosismo ma tra qualche giorno le acque si saranno calmate».
Forse affittare l’agriturismo per matrimoni e feste era meno redditizio. Sicuramente più rischioso dal punto di vista dell’incertezza degli incassi. «I 35 euro al giorno destinati ad ogni migrante non li intaschiamo noi, che non siamo un albergo, vanno a Gestione Immobili che ha vinto la gara della prefettura di Pisa».
Le polemiche non finiranno oggi. l cittadini dicono che il sindaco avrebbe dovuto chiedere alla prefettura maggiori garanzie per i propri cittadini. I profughi sul territorio cascinese ora sono 70: 23 al casello idraulico di San Benedetto a Settimo, 6 in via Carraia a San Benedetto a Settimo, 8 in via dei Gasperi e 32, infine, alla Tinaia).
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