Il Tirreno

Pontedera

il saluto dell’ex assessore

Guazzini al sindaco: «Lealtà non vuol dire fedeltà acritica»

«Il mio saluto è un arrivederci, nella consapevolezza che la fine di questa esperienza amministrativa non metterà certo fine al mio impegno politico». Manola Guazzini si congeda così dai cittadini...

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«Il mio saluto è un arrivederci, nella consapevolezza che la fine di questa esperienza amministrativa non metterà certo fine al mio impegno politico». Manola Guazzini si congeda così dai cittadini sanminiatesi e dall'amministrazione comunale, attraverso una lettera aperta nella quale difende il proprio operato sottolineando che «la lealtà» non può essere una «fedeltà acritica».

«Vorrei salutare le mie concittadine e i miei concittadini - scrive Guazzini - tutte le compagne e i compagni del Pd, i consiglieri comunali, i tecnici e i lavoratori del comune, i membri delle consulte territoriali del comune, con cui mi sono tante volte incontrata e da cui mi sono sentita sostenuta in questi due anni. Credo di aver lavorato con grandissimo impegno, sforzandomi di garantire sempre la mia presenza ovunque ci fosse un problema o fosse necessario discutere e confrontarsi, e penso di aver ottenuto risultati tangibili. L'ho fatto forte del consenso elettorale dei circa 500 cittadini che hanno scritto il mio nome sulla scheda nelle elezioni comunali, e della convinzione con cui ho sostenuto, nel partito e tra la gente, la proposta politica del secondo mandato del sindaco Gabbanini».

Guazzini precisa non voler contestare il diritto del sindaco di attribuire e di togliere le deleghe, anche se pone qualche interrogativo: «Non ho sinceramente capito quali siano state le motivazioni di un atto così pesante, dal momento che nelle comunicazioni svolte in proposito dal sindaco, sia nel corso dell'ultima assemblea comunale del Pd sia dell'ultima seduta del consiglio comunale, non mi sono stati mossi rilievi di alcun tipo né sull'efficienza e l'impegno con cui ho svolto il lavoro, né sulla coerenza del mio impegno amministrativo col programma elettorale e neppure sulla mia lealtà politica nei confronti del sindaco. Lealtà che significa fedeltà acritica, annullamento delle differenze e appiattimento della discussione».

E conclude: «Pur nel dissenso forte che mi sento di esprimere da questo atto, intendo mantenere, in quanto militante e segretaria di uno dei circoli Pd del territorio, una posizione di piena lealtà nei confronti del sindaco e dell'amministrazione».

Giacomo Pelfer

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