Il dolore
«La voragine ha mangiato il giardino»»
Il racconto di Ermanno Benedetti, proprietario dell’immobile evacuato a causa di una frana
SAN MINIATO. Il primo ad accorgersi che qualcosa non andava è stato il cane. Fermo accanto al camino, con la pioggia incessante fuori dalle finestre, l'animale ha avuto come un sobbalzo, di colpo, con lo sguardo terrorizzato di chi non si sente al sicuro. Un boato tremendo quello che la famiglia Benedetti di Balconevisi ha avvertito poco dopo le 24, nella notte tra sabato e domenica. Un rumore strano, insolito, al quale inizialmente non è stato dato troppo peso in mezzo ai suoni di un acquazzone incessante. Al mattino l'incredibile scoperta: «Mi sono affacciato alla finestra e mi sono trovato di fronte a una voragine».
A parlare è Ermanno Benedetti, il proprietario dell'immobile di Balconevisi evacuato, che ripercorre i momenti di quella mattina, dopo la scoperta di aver dormito ad un palmo dal baratro. «Il giardino era irriconoscibile - racconta -. Proprio lì c'era un terrazzo che è sparito trascinando a valle anche la siepe».
Grande lo spavento tra gli inquilini dei due appartamenti evacuati: il primo, dove abita lo stesso Benedetti insieme alla moglie e al suocero, e il secondo dove risiede la figlia, Irene Benedetti, insieme al marito e alle due bambine. Due famiglie costrette a farsi ospitare a casa di alcuni parenti, nel comune di San Miniato, in attesa di rientrare nell'abitazione di piazza della Liberazione una volta finiti i lavori di messa in sicurezza. Un'attesa che durerà almeno per qualche settimana: «Non abbiamo ancora iniziato i lavori - spiega Benedetti -, in questo momento stiamo facendo gli studi e le indagini geologiche. Fino ad ora, però, non avevamo avuto precedenti frane o crepe particolari».
Un caso simbolo quello delle due famiglie di Balconevisi, in mezzo ad una Valdegola devasta da frane e allagamenti che hanno messo in ginocchio l'agricoltura. Due le testimonianze raccolte in zona da Coldiretti, che interviene per denunciare la cattiva manutenzione del territorio. «Una manutenzione che sta facendo acqua da tutte le parti - dice Aniello Ascolese, direttore di Coldiretti Pisa - Una situazione aggravata dal rimpallo di competenze tra i vari enti. Chiederemo spiegazioni, quindi, al Consorzio di bonifica Basso Valdarno in merito alla manutenzione dei corsi d'acqua».
In Valdegola è stata soprattutto la rottura degli argini di due casse di esondazione ad aggravare la situazione, come ricorda la stessa Coldiretti, «provocando l'inondazione violenta dei terreni dove erano stati seminati da pochi giorni patate, girasoli e mais».
«Lo stato dell'Egola è disastroso - racconta Francesco Lai, titolare di un'azienda agricola a La Serra -: è infestato di erba e tronchi, il letto si è alzato ma nessuno fa manutenzione».
Stessa situazione denunciata da Coldiretti anche in Valdera, dove l'azienda agricola di Fabio Paperini di Pontedera, finita sott'acqua per la terza volta, dimostra tutta l'urgenza di problemi mai risolti.
Giacomo Pelfer
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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