Il Tirreno

Pontedera

Comune, meno spese e lotta all’evasione

L’obiettivo è recuperare 1,5 milioni scovando chi non paga

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PONTEDERA. Tagli, tagli, tagli. Il bilancio comunale del 2016 è in larghissima parte una questione di tagli e di tentativo di mantenimento della spesa in tre settori: sociale, scuola e cultura, anche se con riduzioni di spesa. Per fortuna c’è anche il calo della Tari del 3% dovuto agli effetti positivi dell’estensione a tutto il territorio comunale della raccolta dei rifiuti porta a porta. Il bilancio è stato approvato dal consiglio comunale ieri.

Lotta all’evasione. L’assessore al bilancio, Marco Papiani, deve recuperare oltre 2,8 milioni composti da minori entrate per la legge di stabilità pari a 780mila euro (che si pensava rientrassero con i rimborsi di Imu e Tasi) e 2.041.000 composti da 1,4 milioni per l’una tantum da rinegoziazione dei mutui del 2015 e da 641.000 euro per l’accantonamento di denaro per il fondo dei crediti di dubbia esigibilità. L’introito maggiore, secondo Papiani, arriverà dalla lotta all’evasione. I famosi quattromila avvisi di accertamento per gli anni 2012 e 2013 che le famiglie riceveranno a luglio e che, su un totale di 4 milioni, dovrebbero far recuperare un milione e mezzo alle casse comunali.

Spesa pro capite ridotta. Per il resto è una questione di massima attenzione ai costi partendo da un dato: la spesa corrente pro capite passa da 1.377,94 euro del 2015 a 1,142,98 del 2016. Mentre la spesa in conto capitale pro capite da 1.000,91 euro diventa addirittura 656,98 nel giro di un anno. Una delle azioni più significative sembra essere la spesa per il personale. «Nel 2011 ne avevamo 254 per una spesa di 9.454.889 euro - spiega ancora Marco Papiani - mentre oggi sono diventati 238 di cui 62 all’Unione per una spesa di 8.974.386. Senza contare la riduzione dell’indebitamento che abbiamo effettuato negli ultimi cinque anni passato da oltre 83mila euro e quasi 71mila euro».

Tagli alla macchina comunale. Altro capitolo di tagli è la macchina comunale la cui spesa nel 2015 era pari al 28,78% della spesa corrente, mentre nel 2016 diventerà il 25,78%. Una voce particolare che ha subito riduzioni notevoli. Come le spese per relazioni pubbliche, convegni e rappresentanza che nel 2009 (ultimo anno di mandato per l’ex sindaco Paolo Marconcini) era di 133.109 euro e che nel 2016 passa ad appena 26.592 euro. O quelle per le missioni che sette anni fa era di 26mila euro e oggi di seimila. O le manutenzioni e la gestione delle autovetture che nel 2009 era di 28.100 euro e nel 2016 è di 8.433.

In calo anche “i tre pilastri”. «Sociale, scuola e cultura sono i nostri pilastri - spiega il sindaco Simone Millozzi - su cui continuiamo a investire, senza aumentare le tasse ed eliminando la Tasi. Per il sociale saranno spesi 3.671.592 (l’anno scorso erano 5.331.153), per la scuola 2.483.011 euro (nel 2015 erano 2.589.093), mentre per la cultura saranno spesi 1.483.111 euro a fronte degli 1.669.074 euro dell’anno scorso. Tra i cali più vistosi la spesa per gli indigenti (170mila euro contro i 298mila del 2015), per il contributo affitti (dai 198mila del 2016 ai 264mila del 2015) e per l’accoglienza dei minori (passata da 99mila euro dell’anno scorso ai 45mila di quest’anno). «Un altro taglio significativo è quello delle manutenzioni - riprende l’assessore - Da due milioni a 450mila euro».

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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