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Muore nel sonno a 35 anni: «Ciao Gege»

Muore nel sonno a 35 anni: «Ciao Gege»

Daniele Natali è stato trovato dalla madre in camera da letto, in lutto il tifo nerazzurro

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PISA. È come se si fosse staccato un pezzetto di curva. Non mancava mai Daniele, era la sua passione il Pisa. Lassù, sugli spalti da anni, dava la carica a tutti con la sua gioia, il suo entusiasmo contagioso. «Come on!». Andiamo, dài, forza!, urlava il Gege. Era il suo inno alla vita, che non poteva mai essere vissuta in solitudine, ma andava condivisa, partecipata, festeggiata, brindata.

Basta guardare il diario dei suoi ultimi anni: sono pochissime le foto in cui Daniele Natali compaia da solo. C’è sempre qualcuno accanto a lui, amici e amiche che lo abbracciano, lo baciano, ci scherzano, il suo sorriso sbuca ovunque. E anche quando è solo, comunque alza un pugno in segno di vittoria, ci porge un bicchiere, ci invita alla festa, a godere della sua felicità. Per questo da tre giorni su Facebook compaiono messaggi così: «Non ci credo ancora. Ci hai lasciato Gege. Potevano passare giorni o anni prima di rivedersi ma un sorrisone gigante e un super abbraccio non mancava mai ! La tua allegria e la tua gioia di vivere rimarrà sempre viva tra noi e ora più che mai sarai un esempio. Non ti dimenticherò mai», scrive Elisa. Era un sognatore questo 35enne amato da mezza città, e se n’è andato stroncato da un malore nel sonno lasciando il vuoto allo stadio, ammutolendo dallo choc una frazione (Ghezzano) e travolgendo una famiglia generosa. Non è ancora chiaro cosa abbia causato la morte, probabilmente un malore. Lo stabilirà l’autopsia disposta dal magistrato. L’ha trovato la mamma Manuela domenica nel primo pomeriggio nella sua camera. Sabato sera era uscito, aveva fatto un po’ tardi con gli amici, ma nulla di che, così le era sembrato strano non si fosse ancora alzato. Una madre non può arrendersi all’idea di un figlio che si spegne così, senza lasciarle un messaggio, senza l’ultimo bacio. Per questo Manuela ieri mattina è crollata.

«Ha avuto un malore ed è stata ricoverata», racconta Marco, il fratello maggiore di Daniele. La sua voce si spezza quando gli chiediamo cosa ricorda di Gege. Ricordare è un verbo troppo crudo per essere accettato così presto. «Era un tifoso, amava il Pisa fin da piccolo. E da anni lo seguiva in casa e spesso anche in trasferta, poi la pesca e la caccia».

«Ciao grande Gege, riposa in pace, ti ricorderò sempre con la ripaiola in mano e il sorriso stampato in faccia», è il messaggio lasciato da Stefano. Arianna ha postato una foto in cui lui le diede un bacio. «Ci mancherai tanto! Lo sai che per noi sei stato un grande personaggio. Quante giornate, quante serate al biliardino», scrive Giacomo. Amava la sua nipotina, Gege. Amava le uscite in barca, i tramonti a Marina. Fino ad un anno fa lavorava all’autolavaggio di Porta a Lucca, poi si era licenziato. Era un creativo ed era un generoso, per questo aveva deciso di fare volontariato nella Pubblica assistenza. Aveva studiato all’Istituto d’arte, anche se adesso si arrangiava da giardiniere e idraulico. «Era un ragazzo con un cuore grande così», dice una signora davanti alla casa di via Alighieri a Ghezzano, dove ieri si è creato un silenzioso pellegrinaggio degli amici. C’è anche chi ha chiuso l’edicola appendendo sui bandoni uno striscione: «Ciao Gege». «Oggi ho perso un grande amico - ha scritto domenica Sergio - non solo mio, ma di una città intera... una persona speciale che sapeva suscitare allegria in chiunque lo incontrasse».

Mario Neri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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