Il dolore
Salvata nell’onda di fango
Studentessa costretta a salire sul tettuccio dell’auto travolta dalla piena
CASCIANA TERME. Giulia, 23 anni, ha rischiato la vita quando la sua auto, una Lancia Musa, è stata travolta dall’acqua e spinta in un fosso. Era notte e la studentessa universitaria stava tornando da Legoli per raggiungere Casciana Terme dove abita. Percorreva la provinciale delle Colline per Legoli. A un certo punto l’auto è stata travolta da un muro d’acqua. Giulia Fagiolini, 23 anni, ha pensato di non farcela. La giovane, pur spaventata, ha cominciato a chiedere aiuto con il telefono cellulare.
La corrente ha spinto l’auto in un fosso. C’era finita dentro con la parte anteriore, restando in bilico nel fosso. E la giovane non riusciva a scendere. Pioveva a dirotto, la vettura era circondata da acqua e fango. In pochi minuti l’acqua è arrivata quasi all’altezza delle fiancate. E Giulia capiva che non c’era tempo da perdere. Ha telefonato a un’amica, Chiara, e le chiesto di attivare i soccorsi. Ma i minuti sembravano non passare mai. Tutto è iniziato quando Giulia ha attraversato un piccolo ponte lungo la strada, che cominciava da essere allagato.
«Ho visto l’acqua sulla strada, ma non mi sono resa conto che ce n’era tanta. Il motore si è spento - racconta la giovane dopo avere riposato qualche ora – Ho subito chiesto aiuto pensando che i miei amici o i soccorritori mi avrebbero tirato fuori».
Invece era solo l’inizio - erano le 2,45 - di una notte che la ragazza e i suoi familiari non dimenticheranno facilmente. «Ho visto arrivare i miei amici – aggiunge - vedevo le luci delle loro auto. Ma poi la corrente mi ha trascinato via. Ho sperato che l’auto finisse contro qualcosa e si fermasse. Mi sono trovata giù nel fosso con l’acqua che continuava a salire».
È stato come sentirsi in trappola. Giulia però, anche se aveva una grande paura, ha preso il cellulare e ha trovato la forza per chiamare a casa. «Venite ad aiutarmi, sono in un fosso».
Intanto anche l’amica Chiara cercava di attivare i soccorsi. Fino a quando la stessa Giulia ha telefonato al 115: «Mi ha risposto un vigile del fuoco, Massimo, mi ha dato un grande coraggio. Mi faceva parlare ma mi diceva che dovevo stare attenta a non scaricare la batteria del cellulare. Ho anche attivato un codice per farmi localizzare meglio. Ma ero lì e non potevo fare niente. Sono andata sui sedili posteriori, che erano rimasti più in alto, lì c’era meno acqua. Nel frattempo continuavo a chiedere aiuto, a telefonare al 115. Ho chiesto aiuto anche al mio babbo, che è subito venuto a vedere dove ero. Ma non mi potevano raggiungere. E quando il vigile del fuoco della centrale di Pisa mi ha detto di rompere un finestrino ho cercato il modo per farlo».
Quando si dice la casualità. Giulia, nel pomeriggio, era stata a fare le prove per il Rione Pietraia, in vista dei giochi dei Rioni che si svolgono a Casciana Terme all’inizio di maggio. Si è ricordata che sull’auto, da qualche parte, c’era un bastone. Lo ha preso, ha rotto il finestrino ed è riuscita a salire sul tettuccio della Lancia. «Ce l’ho fatta, non sono più chiusa dentro...», continuava ad aggiornare i vigili del fuoco e il fratello. Forse la voglia di parlare l’ha aiutata a superare un’attesa che deve essere sembrata infinita.
Nel frattempo sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, i carabinieri e il personale del 118. Non era facile raggiungere Giulia, per colpa della melma.
«Sembrava di camminare nelle sabbie mobili, davvero una brutta impressione», dice il padre della giovane, Gianluigi Fagiolini, che ringrazia quanti si sono adoperati per mettere in salvo la figlia.
Alla fine, dopo un paio d’ore sotto la pioggia, i vigili del fuoco, intervenuti con i sommozzatori, hanno raggiunto la studentessa con un gommone e l’hanno tratta in salvo. «Mi hanno preso in braccio e portato via. Difficile dire cosa ho provato in quel momento. Stavo bene, quello era importante. Voglio ringraziare Massimo e tutti quelli che mi hanno aiutato. Una parola: grazie».
Insomma, ora si può raccontare la brutta notte. «Il telefono è finito nell’acqua ma l’ho ripreso. La borsa della palestra l’ho vista sparire via nel campo. Però - e qui lo sguardo di Giulia si fa ironico - la borsa l’ho salvata... È troppo bellina, mi dispiaceva lasciarla lì».
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