Il Tirreno

Pontedera

La Piaggio e Pontedera, quell'amore lungo decenni che non si è mai incrinato

Sabrina Chiellini
Il premier Renzi in visita alla Piaggio
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Il premier Renzi in visita alla Piaggio

Dalla ricostruzione post-bellica fino ai giorni nostri. E ora anche la città festeggia i 70 anni dell'azienda

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PONTEDERA. La città vuole bene alla Vespa. Un amore che prescinde dalle strategie di quella che è sempre stata la grande fabbrica della Valdera. La fabbrica la si è amata e contestata, celebrata e fronteggiata. La Vespa no; lei è la bandiera di una comunità e le bandiere non si strappano: semmai si custodiscono e si proteggono.
Ieri Pontedera si è mobilitata, a cominciare dai commercianti che hanno sfidato pure la pioggia: volevano festeggiare i 70 anni di un’icona di stile, capace di trasformarsi nel tempo senza perdere fascino.

Era il 23 aprile del 1946 quando venne alla luce il primo brevetto di un veicolo a due ruote, completamente nuovo per quei giorni. Fu progettato dall’ingegnere Corradino D'Ascanio su stimolo dell’industriale ligure Enrico Piaggio. Grazie alla Vespa la Piaggio si rimise in moto dopo la guerra. Ne è passato di tempo da allora; forse Piaggio non è più l’unico motore economico della zona, ma resta un cardine socioeconomico e la Vespa è ancora il vero orgoglio di Pontedera.

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Anche il lessico corrobora la tesi di un legame stretto e invincibile: quando scrivi “Pontedera”, e un paio di righe sotto vuoi riferirti di nuovo a questo luogo, ma vuoi evitare una ripetizione, ti rifugi in un’espressione: la città della Vespa. Esattamente come fai con Pisa e la Torre. Ogni famiglia ha nel suo passato un parente, anche lontano, che è stato a lavorare alla Piaggio e che può raccontare un aneddoto, dallo sviluppo industriale vertiginoso alle lotte operaie. Il male, il bene. I trionfi, le sofferenze, le espansioni, le paure di trasferimento. Assunzioni, promozioni, crisi, scioperi. La vita che scorre nella fabbrica e attorno ad essa. Molti tirano fuori foto (e anche qualche modellino della Vespa) dall’album dei ricordi. Chi non ricorda se stessa o se stesso in sella a una Vespa?

Questo compleanno è anche la festa simbolica delle migliaia di persone che nel dopoguerra, da tutti i paesi della Valdera, venivano a lavorare in bicicletta negli stabilimenti dove si producevano la Vespa e l’Ape, quelli di un’azienda che oggi ha linee di produzione anche all’estero.

Dietro al successo dello scooter c’è la storia di una comunità che oggi torna a chiedere di riportare lavoro Non c’è Vespa senza Pontedera. E viceversa. È un legame antico e profondo, che tutti pretendono di continuare come indissolubile, quando chiedono che la produzione della due ruote più glamour del mondo resti in Valdera.in città. Sono gli eredi di quegli operai che i giorni successivi all’alluvione del 1966 andarono a spalare la melma nei capannoni per far ripartire al più presto la produzione.

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È il compleanno di un oggetto di casa. E forse addirittura di un’amica di famiglia. La Vespa è una inseparabile compagna di viaggi, una macchina del tempo, un simbolo, è memoria per un anziano ed è il sogno di un ragazzino. Roberto Colaninno l’ha rilanciata dopo l’era degli Agnelli, conclusasi con la prematura scomparsa di Giovanni Alberto che i pontederesi non hanno mai dimenticato.

Settanta candeline. È l’occasione per rinsaldare quel legame, partendo dalle iniziative che possono far conoscere nel mondo la città. Come la mostra “In viaggio con Vespa”, inaugurata venerdì al Museo Piaggio con una serata di gala: brindisi a mezzanotte e fuochi pirotecnici virtuali, proiettati dopo il countdown che ha dato inizio all’anniversario. Non c’è negozio del centro che non abbia dato il meglio trasformando il cuore di Pontedera in un museo a cielo aperto, percorribile seguendo un green carpet, un tappeto verde destinato alla sfilata dei modelli di ogni epoca.

Questa è la festa di più generazioni, di quelli che la Vespa l’hanno vista nascere e di quelli che ci sono cresciuti insieme.In “Vacanze Romane” c’è quell’indimenticabile scena con Audrey Hepburn e Gregory Peck in sella a una Vespa per le strade di Roma. Potevamo forse non citarla? Quel giretto su due ruote, in fondo l’abbiamo fatto tutti, proprio come Audrey e Gregory. E per il mondo, tra allunghi e frenate, con le star e le persone normali, coi miliardari e gli operai, c’è anche Pontedera. Accade da settant’anni, eppure il viaggio è solo all’inizio.

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