Il dolore
«Acqua o vento non importa Diamo gas e via!»
PONTEDERA. Sibili ronzanti, grandi sorrisi e valanghe di foto. Fin dalla mattina di ieri, il popolo vespista vive la festa per il settantennale della sua fulgida beniamina con un occhio rivolto ai...
PONTEDERA. Sibili ronzanti, grandi sorrisi e valanghe di foto. Fin dalla mattina di ieri, il popolo vespista vive la festa per il settantennale della sua fulgida beniamina con un occhio rivolto ai social: si vuole comunicare in tempo reale la gioia per essere nel mezzo del party a due ruote più glamour dell'anno.
Nonostante la pioggia, «noi, o acqua o vento, non importa, gas e via!», dice un po' in francese, un po' in italiano Andre Castell, che con la sua Vespa arriva da Marsiglia. Irriducibili, avviluppati in teli impermeabili dai colori chiassosi, gli iscritti non si fanno scoraggiare dalle intemperie. Sulla sacca di un PX bianco si legge "Il vero "duro" è il vespista, non l'harleista!". Dorschner Helge, arrivato in Vespa da Friburgo, ha appena terminato il tour delle colline pisane. Arriva assieme al suo gruppo sul "piazzone", dove già fervono i preparativi per il concerto della sera. Con lui c'è Igor Pavic, dalla Croazia: «Arrivo da Rijeka. Oggi Pisa, Torre pendente!».
Nel pomeriggio di ieri, lo sciame ronzante degli iscritti al raduno arriva in piazza dei Cavalieri: circa 160 Vespa schierate davanti al palazzo della Normale. Alcuni intrepidi prendono il loro mezzo sotto braccio per una foto ricordo in Piazza dei Miracoli. La pioggia, a sprazzi, dà un po' di tregua. Anche lì, all’ombra della celebre Torre, gli scatti da condividere si sprecano.
Tra gli amanti del mito “Made in Pontedera” ci sono anche Michelangelo e Duccio Scarpetti, fratelli, architetti, la cui Vespa Primavera grigia viene tramandata dal 1974 all’interno della famiglia. Prima il nonno, poi il babbo e adesso i figli.
Andrea Lanini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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