La manifestazione
L’ex sindaco: ecco perché affidammo l’incarico a Gennai
MARIA A MONTE. L’ex sindaco, David Turini, ha ripetuto anche davanti al giudice di avere deciso di dare un incarico di collaborazione all’ex dirigente del Comune andato in pensione in quanto era...
MARIA A MONTE. L’ex sindaco, David Turini, ha ripetuto anche davanti al giudice di avere deciso di dare un incarico di collaborazione all’ex dirigente del Comune andato in pensione in quanto era convinto che senza di lui, che aveva già impostato il lavoro, il percorso sul piano strutturale non potesse essere concluso.
Del resto tutto il processo - l’accusa è sostenuta dal pm Flavia Alemi - ruota intorno alla legittimità della scelta operata dall'ex giunta comunale di Santa Maria a Monte di affidare un incarico biennale di collaborazione al dirigente capo, geometra Massimo Gennai, già in pensione dall'ente dal primo gennaio del 2012 - con una spesa a carico del Comune di 7.500 euro all'anno per il 2012 e il 2013 - ma di fatto rimasto a lavorare per il Comune anche quando era andato in pensione.
Ieri in tribunale a Pisa c’è stata un’altra udienza del processo che servirà a fare luce sulle presunte responsabilità avute nella vicenda dall'ex sindaco David Turini, 47 anni, e da alcuni suoi collaboratori, l'ex dirigente capo Massimo Gennai, 65 anni, di Vicopisano; il segretario generale Norida Di Maio, 45 anni, residente a Livorno; l'allora vicesindaco Silvia Memmini, 28 anni, e gli ex assessori Enrico Mazzinghi, 73 anni; Andrea Luschi, 48 anni; Cristina Falleri, 51 anni; Raffaello Corsi, 58 anni; Alessandra Biondi, 42 anni, tutti a giudizio con l'accusa di abuso d'ufficio.
Oltre a Turini è stata sentita anche l’ex segretaria del Comune, anche lei imputata: anche lei, come il sindaco, ha ribadito la convinzione di avere operato nella correttezza.
Gennai - è emerso al processo - aveva deciso di andare in pensione sfruttando un momento favorevole e così lo aveva comunicato agli amministratori con poco preavviso. Il sindaco, rimasto sorpreso dalla sua decisione, lo aveva convocato e gli aveva chiesto di onorare gli impegni presi in precedenza con lui e che riguardavano appunto lo strumento urbanistico. Da qui la decisione della collaborazione attuata di pari passo con la riorganizzazione del settore che ha comportato - è emerso in tribunale - un risparmio per l’ente di circa 90mila euro.
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