Finanza
Concerie, un marchio per sicurezza e ambiente
L’Associazione Conciatori sta lavorando a un logo innovativo con il Sant’Anna Il direttore Maccanti: «L’obiettivo è dare delle garanzie alle case di moda»
SANTA CROCE. L'ultima frontiera sarà quella di certificare la sicurezza del lavoro e il rispetto ambientale delle produzioni, per dare al consumatore un ulteriore elemento oltre alla qualità del prodotto. È la sfida a cui sta lavorando l'Associazione Conciatori di Santa Croce, in collaborazione con la Scuola Superiore Sant'Anna, con l'obiettivo di creare un nuovo marchio, del tutto innovativo, con cui identificare i pellami realizzati rispettando determinati standard. Una necessità dettata dal mercato, dove la partita dei marchi gioca un ruolo fondamentale per l'intera filiera della pelle e quindi per il settore moda.
A riaccendere l'attenzione, infatti, è stata pochi giorni fa una sentenza del Tribunale di Milano, che ha accolto la causa intentata da alcune associazioni francesi contro Unic (Unione nazionale industria conciaria) per l'utilizzo del celebre logo della pelle dell'animale stilizzata, la cosiddetta "vacchetta". Un marchio che è stato dichiarato nullo dai giudici milanesi, almeno per il territorio italiano.
«La stessa sentenza, però - precisano da Unic - ha anche dichiarato pienamente validi i due marchi costituiti dal logo della pelle di animale stilizzata con all'interno le diciture "vera pelle" e "vero cuoio", che escono quindi rafforzati dal giudizio milanese e potranno essere utilizzati solo con regolare licenza rilasciata da Unic».
Ad ogni modo, la necessità di marchiare più dettagliatamente le produzioni, continua a restare un tema sentito nel distretto toscano, come dimostrato anche dai più recenti marchi "Pelle di Toscana e "Cuoio di Toscana" (lanciato dalle aziende di Ponte a Egola). La nuova sfida, adesso, è quella di andare oltre, creando un marchio che in futuro identificherà le aziende che rispettano una serie di obblighi.
«Obblighi che vanno al di là del rispetto delle leggi - spiega il direttore di Assoconciatori Piero Maccanti - investendo i temi della sicurezza e della sostenibilità ambientale, in riferimento alla questione dei fanghi e al riutilizzo dell'acqua depurata all'interno delle concerie, in modo da azzerare il prelievo dalle falde. L'idea è quella di creare un marchio con un punteggio da 1 a 10, dove ad ogni punto corrisponderà un determinato fattore di merito in più».
Il nuovo marchio, in fase di elaborazione da parte del Sant'Anna, sarà in futuro gestito da un ente terzo. «L'obiettivo - conclude Maccanti - è anche quello di offrire alle case di moda delle garanzie che abbiano rispondenza con il nostro settore».
Giacomo Pelfer
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
