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Cep, la moglie confessa «Giancarlo l’ho ucciso io»

Cep, la moglie confessa «Giancarlo l’ho ucciso io»

L’uomo soffocato con un cuscino. «Lo abbiamo deciso insieme, troppo malato» Indagata in libertà per omicidio del consenziente, disposta perizia psichiatrica

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PISA. Sdraiata in un letto a Cisanello, e dopo diversi incontri con i tre figli, ieri mattina si è liberata la coscienza davanti al magistrato che la interrogava: «Sì, sono stato io. Ho ucciso Giancarlo soffocandolo con un cuscino dopo avergli dato un sonnifero. Lo abbiamo deciso insieme. La sua malattia, sempre più grave, e il pensiero di non poter vivere senza di lui, mi hanno portata a questa scelta».

Affaticata, ma più lucida rispetto al primo incontro con gli investigatori della squadra mobile, Maria Gabriella Mennucci, 73 anni, ha confessato l’omicidio del marito, Giancarlo Tolomei, 77 anni, trovato cadavere la mattina di venerdì 15 aprile nel letto della sua abitazione al quarto piano del condominio in via Sanzio 26 al Cep.

La donna è indagata per omicidio del consenziente (pena da 6 a 15 anni) e durante l’interrogatorio di ieri mattina è stata assistita dall’avvocato Donatella Siciliano. La Procura non ha ritenuto di disporre misure cautelari nei suoi confronti e ha nominato uno psichiatra per una perizia sulla capacità di intendere e di volere al momento del fatto. Il giallo del Cep, per quando il mistero fosse abbastanza labile, è risolto con una confessione piena dell’autrice di un gesto che il codice penale rubrica nella fattispecie degli omicidi, ma ne calibra la portata dolosa con l’obiettivo condiviso insieme alla vittima. In quella coppia con un morto e una vedova, aspirante suicida poi salvata in extremis, a muovere le azioni dei protagonisti è stata la disperazione per una malattia senza ritorno, il Parkinson, e la consapevolezza della superstite di non poter vivere senza la sua metà. Stop. Quello che seguirà è una sequenza che la procedura penale impone con il capolinea di un giudizio inevitabile. Maria Gabriella ha iniziato a parlare ieri, di primo mattino. Accanto a lei il suo avvocato, le investigatrici della squadra mobile Rita Sverdigliozzi e Sandra Orsini e il sostituto procuratore, Antonio Giaconi. L’autopsia eseguita mercoledì pomeriggio dal professor Marco Di Paolo aveva fornito indicazioni precise sulla causa del decesso: soffocamento. E anche nel primo incontro di sabato 16, sentita a sommarie informazioni, la donna, sia pure in forma confusa, aveva fatto le prime ammissioni. Quello che mancava era la confessione. Un finale al quale la pensionata è stata accompagnata dalle domande degli inquirenti. Senza forzature, ma seguendo il flusso interiore di una moglie a cui la sorte aveva riservato al marito di una vita, la sventura di una malattia aggressiva e irreversibile come il Parkinson. Il consulto con il neurologo di giovedì sera è stato la molla che ha fatto scattare il piano. Una condizione pesante da sopportare quella di chi si era ritrovato a convivere con un paziente che poco alla volta si era spento nella sua energia quotidiana. Lo aveva confidato ai tre figli che, prima di ieri, più volte hanno parlato con la loro mamma.

«Lo abbiamo deciso insieme» ha ripetuto Maria Gabriella come premessa e giustificazione di un disegno concertato il cui epilogo avrebbe dovuto essere quello di una coppia che sceglie di andarsene per sempre. Dopo aver soffocato il marito - le analisi tossicologiche diranno se sotto effetto di antidepressivi per stordirlo - si è ferita alla gola. Poi è andata sul terrazzo cercando, senza riuscirci, di lasciarsi cadere. È in quel momento che le tracce di sangue impresse sul balcone sono diventate la sua salvezza. Un segnale che la vicina ha interpretato come preludio a un qualcosa di grave che era successo nell’appartamento accanto. Un allarme fondamentale per mettere in salvo la moglie di Giancarlo trovata stesa sul letto, in stato di incoscienza, accanto al suo compagno di vita ormai deceduto. Una tragedia familiare nella quale Maria Gabriella ha già iniziato a scontare la sua condanna.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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